Energia Nucleare? 7 motivi per votare sì al referendum, da un esperto che lavora nel nucleare



energia nucleare sì referendumintervista a tecnico sui rischi dell’energia nucleare in Italia

 

Vi sembrerà stranissimo, ma tra coloro i quali voteranno Sì nel quesito n° 3 (ovvero CONTRO la costruzione di centrali nucleari in Italia) ci sarà anche un tecnico che col nucleare ci lavora.

Non dice il nome, per privacy, ma fornisce ovviamente il suo ricco curriculum: laurea in Radiochimica, corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, esperienze di lavoro in laboratori di ricerca sul plutonio in Francia, lavoro in Italia per la messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e per lo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare.  A concludere esperienza di 22 anni di visite e ispezioni di decine di reattori in tutto il mondo, compresa la famigerata Fukushima).

Come mai un esperto di nucleare NON voterà a favore del nucleare? E’ pazzo? Assolutamente no.

Ecco le sue ragioni per votare sì al referendum del 12 e 13 giugno:

1) le centrali nucleari si progettano sottovalutando incidenti gravi:

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la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell’Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell’impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l’energia nucleare è un’industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;

2) se una centrale ha un incidenti, le conseguenze negative durano per secoli:

gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L’energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti “classici” causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni…

3) in Italia c’è una scarsissima preparazione tecnica sull’energia nucleare

 


il blocco dell’energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell’impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l’impauperamento di una cultura “nucleare”: non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all’uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;

4) La centrale nucleare è un industria con i suoi profitti, che ha poca trasparenza:

la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c’è trasparenza, ogni dato viene negato all’opinione pubblica. Anche agli ispettori dell’AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell’accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!

5) il problema dello smaltimento delle scorie non ha soluzione efficace e efficiente, e in Italia sarebbe ancora di più ingestibile

in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell’immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D’altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?

6) L’Italia è un paese sismico, mal organizzato e con criminalità: troppi rischi

l’Italia è un paese sismico, dove l’ospedale e la casa dello studente dell’Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?

7) Effetti probabilmente nocivi delle radiazioni a bassi livelli, figuriamoci quelle dovute ad una centrale nucleare

ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l’opinione pubblica!

[fonte intervista: repubblica.it]

 

In sintesi da un’analisi oggettiva di questo tecnico riusciamo a capire che i rischi del nucleare in Italia sono di gran lunga maggiori degli eventuali benefici, ovvero il fatto di poter avere a disposizione un’energia che, a differenza delle rinnovabili, sono disponibili 24 ore su 24, e non solo a stretta dipendenza dell’attività solare. Un’energia però, che è molto rischiosa e con incalcolabili costi sociali per la salute che per l’ambiente, soprattutto se finisce nelle mani della criminalità e/o di tecnici impreparati.

 

Domani, sul blog, continueremo a parlare di nucleare in un video shock sulle mutazioni genetiche sugli animali, nella zona vicino la centrale del Garigliano, definita non a a caso la Chernobyl italiana.

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