Elettrotecnica 3, l’estremo addio a Maxwell


elettrotecnica cassino

Dopo una lunga pausa, ritorno a Cassino con l’ultimo esame di campi elettromagnetici

E’ un malinconico ritorno post – esame da Cassino, quello del sottoscritto. Era da un anno che il mio libretto era a digiuno: mai avevo lasciato trascorrere tanto tempo tra un esame e il successivo. Non che ci ho messo 12 mesi (anzi, 14 per essere precisi) ad affinare la mia preparazione: il mio è stato semplicemente, ed impunemente, un anno sabbatico, con eventi vari nella mia vita e in quello della mia famiglia.

Ma alla fine hai la sensazione che il tempo sta per scadere.
Come quando senti, e vedi, il prof. che hai davanti pronunciare quelle parole “suppongo che questo sia il suo ultimo esame”. Magari. Una vita all’università, e chissà per quanto ancora a sfaccendare tra libri, esami, dispense, equazioni.
Ma quelle dei campi elettromagnetici no. Non più. Posso dire finalmente “addio, Maxwell”.
Quelle 4 equazioni (da cui derivano libroni su propagazioni, antenne, microonde, circuiti vari), che rappresentano l’essenza e lo sforzo e gli ostacoli estremi ad ingegneria delle telecomunicazioni. Ingegneria dei campi elettromagnetici, dovrei dire, per quante volte ho avuto a che fare con quelle formule, teoremi e dimostrazioni da me odatissimi, perchè mi sono imbattuto in spiegazioni alla lavagna che non capivo e appunti e libri troppo sintetici nelle spiegazioni per essere compresi davvero.

Finalmente dico addio ai campi elettromagnetici, forse con una punta di vergogna ma con la consapevolezza che l’oceano di teoremi, rotori, divergenze, fasori, induzioni, nabla, teta, sigma, cariche elettriche, gauss e ampère, ecc. ecc. non saranno il mio mestiere. Se non come ‘forma mentis’, l’approccio ingegneristico a problemi.

Ho sempre considerato la formula come strumento per sintetizzare un problema, e non per renderlo ovviamente ancora più complicato. Per questo il mio studio quando mi trovo di fronte ad esami ricchi di formule è quello di cercare di capire ciò che sto scrivendo, ripetendo ad alta voce ciò che devo scrivere, e solo dopo mettendo la penna sul foglio. Un modo di studiare forse inadatto all’oceano di equazioni degli esami di telecomunicazioni, che probabilmente non è il settore che più è adatto a me.

Ma inutile pentirsi. Rimane l’amaro in bocca per  l’esito dell’elettrotecnica (laurea specialistica in ingegneria delle telecomunicazioni a Cassino), terzo esame di elettrotecnica dopo elettrotecnica 1 (primissimo esame che ho ‘recensito’ sul mio blog) ed elettrotecnica 2 della triennale.

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Programma essenzialmente diviso in due parti:  i modelli quasi stazionari (l’analisi adimensionale, le equazioni di maxwell adimensionalizzate, il quasi stazionario magnetico, elettrico, conduzione stazionaria, i modelli a parametri distribuiti) e la teoria dei circuiti (circuiti del primo e secondo ordine, oscillatori, metodi analitici, metodi numerici, newton-raphson, picard, eulero implicito e esplicito, metodo theta, analisi di sensibilità, reti neurali cellulari, stabilità, convergenza, consistenza).

Insomma, un mix di Maxwell e campi elettromagnetici da una parte, di kirchoff e analisi matematica applicati alla risoluzione di circuiti dall’altra.

Avevo persino comprato il libro (cosa eccezionale, ve lo dico) ‘circuiti lineari e non lineari’ (chua, desoer, kuh), ben fatto, anche se zeppo di refusi (è la prima edizione, capisco, però ci sono errori gravissimi da scuola superiore) e dedicato decine di ore a riscrivere gli appunti sui campi elettromagnetici della prima parte. Ma niente, uno studio a tratti arronzato mostra tutte le sue lacune: l’esame va malaccio.

Il prof. Tamburrino (già incontrato nell’esame di elettrotecnica 2), è fin troppo generoso a propormi un 24, ma dato la media (avevo una sfilza di 30, fino a questo momento), mi ha consigliato di rifare l’esame. “Troppo cotto?” scherza il prof., capendo il mio stato d’animo. Probabilmente in un altro periodo della mia vita avrei evitato come la peste quel voto così basso, e ripetuto l’esame. Ma stavolta no. Non ce l’avrei fatta a reimmergermi nello studio forzato. Spero solo di non essere sulla sommità di una parabola discendente.. ora qualche giorno di mare e subito a riprendere con l’ultimo esame di analisi, uno dei pochi, nella laurea specialistica, a prevedere la formula ‘scritto e orale’. Sarà tosta, davvero.

 

Per approfondire:

In www.riccardogalletti.com/appunti_gratis/ nella sezione ‘elettrotecnica’ ho caricato vari appunti in pdf scritti dai prof. Maffucci e Villone, riguardanti alcune delle tematiche affrontate nel corso di Elettrotecnica:

teorema di Poynting e applicazione al condensatore; campi elettromagnetici quasi stazionari (italiano e inglese); modellistica linee di trasmissione ideali e RLGC con perdite (inglese)  + slide ; cavo coassiale nel quasi stazionario elettrico, quasi stazionario magnetico, conduzione stazionaria, quasi statico elettromagnetico.

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