Gaeta, tenta di strangolare il figlio di 7 anni e poi si suicida dal balcone



gaeta via indipendenzaUna donna tenta di uccidere il figlio e si suicida a Gaeta

 

Gaeta, via indipendenza, ore 6 circa del mattino. Si odono delle urla di un bambino. Alcuni chiamano la polizia. In una casa si sta consumando un dramma:  una donna 36enne sta tentando di strangolare suo figlio di 7 anni.

L’intervento della polizia è provvidenziale: gli agenti sfondano l’ingresso dell’abitazione e si lanciano sulla donna. Ne segue una colluttazione, la donna viene prima bloccata ma poi riesce a sfuggire alla presa di uno dei poliziotti e corre verso la finestra. Pochi attimi, e il salto nel vuoto. Inutili i soccorsi, la donna muore sul colpo. Il bambino di 7 anni è attualmente ricoverato all’ospedale Dono Svizzero di Formia.

Aggiornamento: La donna suicida è figlia della signora che ha provocato l’incendio delle auto nella zona di Villa delle Sirene. Alla base del folle gesto ci sarebbe, come riferisce il servizio giornalistico sulla telestreet Tele Etere Golfo, la rottura con il compagno e la paura di perdere l’affidamento del figlio.

 

Aggiornamento 5 luglio: anche Latina Oggi, tra i principali quotidiani locali del sud pontino, riporta la notizie del suicidio della donna a Gaeta. Ecco il testo dell’articolo:

Un momento di disperazione e poi si è lanciata nel vuoto, gettandosi dal balcone. Voleva farla finita e purtroppo ci è riuscita Livia N., 36enne, di Gaeta, divorziata con due figli a carico, una di 12, avuta dal primo matrimonio, e l’altro di sette anni, avuto da una più recente relazione, anche questa ormai finita. Il lancio suicida si è compiuto dal balcone del terzo piano del civico 33 del, vicolo 11, di via Indipendenza. Erano circa le sei di ieri mattina, quando le grida disperate provenienti dall’abitazione, dove la donna abitava con i due figli, hanno allertato tutti i vicini che hanno subito chiamato il 113. La scena che si sono trovati di fronte, una volta affacciatisi, è stata subito di imminente e grave pericolo.

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La donna si trovava a cavallo della parte laterale del piccolo balconcino, pronta al volo nel vuoto. Tutti i vicini hanno iniziato a tentare di dissuaderla, ma invano. A quel punto un ragazzo, che abita al secondo piano della palazzina accanto, ha tentato un approccio diretto con la donna, cercando di smorzare i toni delle confuse grida di sostegno altrui. «Come ti chiami» ha immediatamente chiesto lei una volta capito che lui voleva aiutarla. «Roberto», le ha risposto. «Mi puoi aiutare? Puoi aiutare i miei figli?», ha replicato la 36enne andata dritta al punto della questione. «Certamente – ha risposto Roberto senza pensarci due volte – solo a patto che tu ti calmi e rientri dentro». A quel punto sembrava aver raggiunto l’obiettivo, Roberto. Ma dopo pochi secondi, la donna è uscita nuovamente fuori sporgendosi quasi completamente, questa volta dalla parte lunga della ringhiera.

Nel frattempo, sul posto sono accorsi gli agenti della Polizia, coordinati dal commissario Mario Russo. Un agente ha cercato di salire al terzo piano dello stabile, entrare in casa e arrivare alla donna che stava per lanciarsi. Ma solo per poco non è riuscito ad afferrarla. La donna si è divincolata e lanciata nel vuoto. Il suo corpo è rimbalzato più volte tra i vari balconi della stretta via Indipendenza, prima di sbattere violentemente a terra e con il capo urtare lo scalino di entrata dell’appartamento al piano terra. La morte sarebbe avvenuta sul colpo.

La scena ha colto di sorpresa tutti. Choc per Roberto che pensava di averla salvata e per l’agente del commissariato che in un gesto eroico ha fatto di tutto per evitare il peggio. Entrambi i bambini hanno riportato ferite e contusioni, segni evidenti del probabile tentativo della vittima di uccidere anche i figli. Entrambi sono stati portati all’ospedale Dono Svizzero di Formia per le cure del caso. Secondo quanto appreso, infatti, dalla Polizia, la donna, la sera prima, avrebbe tentato di strangolare il figlio più piccolo per motivi ignoti.

Questioni delicate, al vaglio degli inquirenti, mentre la magistratura ha a disposizione la salma della donna, sebbene non vi siano dubbi sulla causa del decesso. Molto probabilmente si tratta di una tragedia che nasce in una situazione di disperazione familiare. La donna suicida infatti era figlia della signora arrestata per incendio doloso qualche tempo fa. La stessa che per alcune settimana ha seminato il panico a Gaeta, bruciando di notte diverse auto. La stessa che aveva, anche lei, in passato, tentato il suicidio, ma fu salvata per miracolo dalla Polizia. Un miracolo che purtroppo non si è ripetuto.

 

 

[ fonti: latina24ore.it, h24notizie.com, AGI]

Video:

[foto: una veduta di Via indipendenza a Gaeta © Stefano Viola – flickr ]

 

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