La tortura dei piedi microscopici cinesi legati e costretti in scarpe piccolissime



foot bindingpiedi cinesi legati per non crescere: il foot binding

 

Ricordo un mio prof. all’università che quando doveva spiegarci la probabilità, faceva un esempio di ‘evento con probabilità molto scarsa’ quello legato alla presenza in contemporanea di scarpe ‘extrasize’ e di concubine cinesi:  il riferimento era alla tradizione del foot binding, ovvero la pratica che veniva messe in atto nei confronti di molte donne, in Cina, costrette fin da piccole a stare con i piedi in scarpe strettissime e con fasciature che di fatto impedivano la normale crescita del piede.

In gergo i piedi così deformati si chiamano loto d’oro o gigli d’oro, in quanto le donne soggette a tale pratica assumevano inevitabilmente un’andatura oscillante, come il loto mosso dal vento.

In pratica le donne sottoposte a tale trattamento brutale subivano, da bambine (4-7 anni) la rottura delle dita dei piedi (tranne l’alluce), che poi venivano piegate verso la pianta e quindi fasciate. La seconda operazione, che veniva protratta progressivamente nel corso del tempo, consisteva nell’avvicinare l’alluce ed il tallone inarcando il collo del piede, cosicchè il piede diventava più alto e più corto, in modo da poter calzare scarpe piccolissime, di pochi centimetri.

Su wikipedia il racconto angosciante di una donna che ha subito nel tempo il ‘foot binding’:

 


 Quando avevo sette anni, mia madre mi lavò i piedi, li cosparse di allume e mi tagliò le unghie. Poi mi piegò le dita contro la pianta del piede, legandomele con una fascia lunga tre metri e larga cinque centimetri, cominciando dal piede destro e passando poi al sinistro. Mi ordinò di camminare, ma quando ci provai, il dolore fu insopportabile. Quella notte mi sentii i piedi in fiamme e non riuscii a dormire; mia madre mi picchiò perché piangevo. Nei giorni seguenti cercai di nascondermi, ma fui costretta a camminare sui miei piedi. Dopo alcuni mesi, tutte le dita, tranne l’alluce, erano schiacciate contro la superficie interna. Mia madre mi tolse le bende e lavò il sangue e il pus che mi colavano dai piedi. Mi disse che solo rimuovendo a poco a poco la carne, i miei piedi sarebbero diventati snelli. Ogni due settimane mi mettevo delle scarpe nuove: ogni nuovo paio era di qualche millimetro più piccolo del precedente. D’estate i piedi puzzavano tremendamente di pus e di sangue, d’inverno erano gelidi per la mancanza di circolazione. Le quattro dita arricciate all’indietro sembravano bruchi morti. Ci vollero tre anni perché potessi calzare le scarpe di otto centimetri, le mie caviglie erano sottili, i piedi erano diventati brutti e ricurvi.

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La pratica del loto d’oro è stata soppressa agli inizi del secolo scorso, ma ci sono donne anziane, come Zhou Guizhen, la donna delle foto impressionanti qui sotto, che sono delle testimonianze viventi del foot binding.


 

Qui sotto un video molto esplicito sui piedi bendati cinesi:

 

 

 

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