Video: Gaeta, il castello angioino e il turismo ignorante ‘mordi e fuggi’



turismo gaeta

Il turismo napoletano che viene a Gaeta solo per il mare

 

Riapre a Gaeta il castello angioino, ma il turista medio non lo sa: questo, in sintesi, il significato del servizio giornalistico del TG1 su Gaeta andato in onda ieri.

Il video, che parla della riapertura dell’ex carcere militare borbonico (in cui venne incarcerato Mazzini) in occasione della mostra “Gioventù ribelle – Il Volturno, Gaeta e l’Unità d’Italia” sui 150 anni dell’unità d’Italia,  si apre con una canzone neomelodica cantata a squarciagola da un giovane  (lo spettatore settentrionale del tg1 che non conosce Gaeta storcerà un po’ il naso e penserà di ad un servizio dedicato ai ragazzini neomelodici), uno dei tanti turisti che affollano la città di Gaeta (e in generale, il sud pontino) in occasione della bella stagione.

Di lì a poco emerge  il carattere ‘mordi e fuggi’ del turista medio:  “noi veniamo solo a mare” dice di fronte alla telecamera uno dei giovani intervistati. Un’altra ragazzina, per non fare brutta figura, dice che forse “l’ha visitata con i genitori”. Forse.

In realtà non è solo il ventenne a non sapere che Gaeta, oltre il mare, ha ben altro da regalare ai turisti, come appunto il castello angioino-aragonese che sovrasta la parte storica della città.

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E il video lo mette bene in evidenza, riassumendo in pochi secondi tutto quello che si può dire sul turismo gaetano.

 


Turisti napol-casertani pendolari anti-crisi, che ‘vengono solo a mare’ e magari parcheggiano a scrocco sulla vicina ex stazione o si portano il panino da casa.

In alternativa:  il turista, sempre di origini campane, che si fa qualche metro a piedi a Gaetavecchia, e che mangia il gelato al Molo, ma comunque  sufficientemente distratto alle segnalazioni stradali e insofferente alle lunghe passeggiate a tal punto che parcheggia in tripla fila in zona a traffico limitato e che quindi, quando torna a casa, si troverà recapitata anche la multa della ztl.
Qualche turista (magari straniero) che visita chiese e monumenti c’è, ma è una presenza sporadica, ed è l’unico turismo ‘international’ (nel senso, di alto livello, tanto per citare la nuova denominazione di un noto albergo di Gaeta passato ad una nuova gestione) che ancora sopravvive nella nostra città e che varca il confine sperlongano, territorio dove cambia tutto, nonostante le cose da ammirare e visitare siano molto meno numerose (e dii valenza storica mnore) rispetto a Gaeta.

Insomma, un’invasione di turisti di bassa lega, una folla dalla quale (come sottolinea il giornalista Stefano Curone nel servizio) qualcuno “cerca di rifugiarsi”. E forse non ne ha tutti i torti.

 

 

 

P.S. L’articolo ha avuto discreto successo su Facebook e su portali di news locali. Volevo sottolineare, a tal proposito, che io amo Gaeta, e se c’è un video, un reportage, un servizio giornalistico su Gaeta nelle tv nazionali è sempre un successo. Ultimo, in ordine di data, è il servizio di Sereno Variabile su Sperlonga e Gaeta, andato in onda oggi 16 luglio. Lo si può vedere da qui.

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