Visite patente a Latina, ‘graziato’ dalla cml: patente confermata



commissione medica locale latina

C’è l’autista tatuato e un po’ palestrato. C’è la signora elegante che cena spesso fuori e non disdegna un bicchierino. C’è il vecchietto col cappello che attende pazientemente il suo turno da due ore.

E’ a dir poco variegata la fila allo stretto ufficio al 1° seminterrato della Asl di via Montesanto a Latina. Di qui, prima o poi, ci passeranno tutti gli automobilisti della provincia di Latina. Prima o poi.





E’ qui, infatti, che si riunisce la commissione medica locale delle patenti speciali,  per esaminare i casi di patenti per soggetti che hanno patologie (come disturbi alla vista, o all’udito, ecc.), o ancora per persone a cui è stata ritirata la patente per droga o alcool, o che devono fare la revisione della patente. Ma non solo. Qui, tra faldoni di documenti, organizzati per ordine alfabetico, si è costretti a venire anche per poter rinnovare la patente quando si è ultraottantenni. E la fila, credetemi, è veramente lunga.

Come avrete capito vi sto per raccontare brevemente della mia ennesima trasferta a Latina per completare il lungo iter di visite mediche e pagamenti per rinnovare la patente. La storia inizia qui, con uno 0,52 all’etilometro, in una fredda notte di marzo, al confine Formia Gaeta. Patente ritirata per guida in stato d’ebbrezza, per uno 0,02 in più al limite di legge. Di punto in bianco, finisci in una gabbia burocratica, costretto a visite psicologiche, bonifici bancari, bollettini postali, code ad uffici, prelievi di sangue.

Alla fine ti ridanno la patente, sì, ma hai in mano un pezzo di plastica con una scadenza di un anno. Devi ritornare lì, nello stretto ufficio della cml, per iniziare l’iter.

Per fortuna, nel mio caso, un iter un po’ più snello rispetto al primo anno. Niente visita oculistica, niente visita psicologica. Oltre ad un bonifico bancario per l’Asl e un bollettino postale per la motorizzazione, due prelievi di sangue, e la solita CDT, i cui risultati sono in busta sigillata.

Ieri, infine (un giorno prima della scadenza della patente), l’appuntamento con la commissione medica. Il presidente, sigaro (spento ovviamente) in bocca, apre la busta della Cdt, rilegge l’ordinanza del prefetto. “Questo ragazzo è stato beccato proprio al limite” dice, verso i colleghi della commissione “0,57 e 0,52″ ,  i risultati delle due prove all’etilometro.

“0,52? ti dovevano dare 6 ore di ritiro patente” ironizza un altro. Insomma, finalmente ci si rende conto che la ‘punizione’ (per quanto a norma di legge di cui all’art. 186 del codice della strada), è forse un po’ eccessiva, nel mio caso.

Per cui, finalmente, la bella notizia: mi danno la conferma della patente. Qualche settimana e mi verrà spedito un adesivo da incollare sulla patente, con la scadenza prorogata di 10 anni. Niente più visite e prelievi di sangue, nessuna fila alla cml. E’ finita. Tra 10 anni la banalissima visita di 2 minuti ad una qualsiasi autoscuola, come tutti i comuni mortali.

Quasi con i lucciconi agli occhi stringo la mano al presidente, saluto e mi lascio alle spalle quell’odioso ufficio.  Ci ritornerò, se Dio vuole, a 80 anni. Ma prima no. Non più. E’ la fine di un piccolo incubo.

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