Arpino, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: tra i morti, un padre e due figli



Esplosione in fabbrica di fuochi d’artificio ad Arpino: 6 morti e alcuni dispersi

Tragedia ad Arpino (Frosinone): una fabbrica di fuochi d’artificio, la Cancelli nella frazione di Carnello, è esplosa, provocando la morte di diverse persone.

Verso le 15 di ieri la deflagrazione, in via Sant’Altissimo. Il bilancio provvisorio è di sei morti e di cinque dispersi. Fra le vittime anche i componenti di un’intera famiglia, padre e due figli (vedi le foto delle vittime – repubblica.it).

In segno di lutto la seduta del consiglio provinciale di Frosinone e’ stata sospesa.

“La nostra provincia è stata travolta da una terribile evento luttuoso – ha detto il presidente Iannarilli – una sciagura enorme per la quale anche tutte le più alte Istituzioni dello Stato hanno manifestato il loro cordoglio. Io mi recherò sul luogo della disgrazia, a Carnello, subito dopo la chiusura dei lavori.”

Cordoglio anche da parte del presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese:

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“Sono profondamente addolorato per quanto accaduto all’interno della  Voglio esprimere da parte mia e dell’Istituzione che rappresento il cordoglio alle famiglie delle vittime di questo drammatico incidente sul lavoro. Non ci sono giustificazioni che tengano di fronte a simili tragedie: lavorare non può assolutamente significare mettere a repentaglio la propria vita. Mi sto tenendo in costante contatto con chi sta coordinando le operazioni di spegnimento del fuoco per capire fino in fondo le dinamiche di quanto avvenuto all’interno dello stabilimento che produceva materiale pirotecnico”.

Ancora in atto in queste ore (mentre la notizia della strage di operai della fabbrica di fuochi d’artificio di Arpino sta circolando su tutti i principali quotidiani online nazionali) la ricerca dei resti biologici dei dispersi.

 

Tra i messaggi di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, anche quello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “I servizi ispettivi del ministero del Lavoro – sottolinea – sono stati già attivati affinché collaborino con i Vigili del Fuoco, con il Servizio sanitario regionale e con gli inquirenti al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità”.

Scrive inoltre il Presidente del Senato, Renato Schifani, al prefetto di Frosinone:

“Ho appreso con profondo dolore la notizia delle vite spezzate nel tragico incidente sul lavoro avvenuto oggi ad Arpino, nel frusinate. Le ragioni della tragedia sono ancora da verificare, ma la drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi. Occorre che le istituzioni tutte e le forze sociali proseguano con la massima determinazione la loro azione per garantire sempre il rigoroso rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro, e in special modo in un settore particolarmente a rischio quale quello della produzione di fuochi artificiali, purtroppo funestato con incredibile frequenza da incidenti mortali”. “A nome mio personale e dell’Assemblea di Palazzo Madama  la prego di far giungere ai familiari delle vittime i sentimenti di sincera vicinanza e l’espressione del più profondo cordoglio”.

 

Da riportare anche una nota del senatore Paolo Nerozzi,  vicepresidente della commissione d’inchiesta sugli incidenti e le morti sul lavoro.

“Questa tragedia, di cui ancora non conosciamo l’entità e le cause, ripropone drammaticamente il tema degli incidenti sul lavoro, una piaga che, in Italia, continua ad essere spaventosa. Nel solo 2011 si registrano più di 350 morti. Non ci sono giustificazioni che tengano, nessuno può mettere a repentaglio la propria vita per lavorare, per mantenere la propria famiglia e, magari, sostenere gli studi dei propri figli. Il governo – dice Nerozzi – deve fare di più. Servono ispezioni più frequenti, corsi di formazione seri e sanzioni efficaci per i titolari delle fabbriche e delle aziende che non rispettano le norme di sicurezza. Il governo deve anche riflettere su norme come quelle dell’articolo 8 che ostacolano i processi di controllo da parte delle forze sociali, delle organizzazioni sindacali, e quindi anche sulla sicurezza sul lavoro”. “Non vorremmo che la tragedia delle morti bianche anziché migliorare si aggravasse, anche con la scusa della crisi economica. Essa, infatti, non può essere un alibi per allentare i controlli, le ispezioni e per investire meno sull’informazione e sulla formazione dei lavoratori”.

 

Video:

[foto inizio articolo: repubblica.it – fonte articolo: ilpuntoamezzogiorno.it – ansa.it ]

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