Televisioni locali e politica. 10 anni di Telemonteorlando, Antonio Ciano intervistato da Ludik



telemonteorlando telestreet gaetaLa storia della prima televisione locale d’Italia, telemonteorlando

Sono già trascorsi 10 anni da quel 24 dicembre 2001, un giorno storico nell’era delle telestreet: per la prima volta in Italia , a Gaeta, si dava vita ad una televisione locale, Telemonteorlando.

Tutto parte da un’idea di Antonio Ciano, assessore gaetano, storico innamorato dell’era borbonica.

Un trasmettitore, un’antenna, un mixer, un monitor, e il segnale partì. “Era un reato, diciannove mesi di carcere e sessanta milioni di lire di multa, tanto rischiavo per il solo fatto di possedere un trasmettitore. Ma Claudio e Livio, due tecnici molto in gamba, mi assecondarono. Il trasmettitore, nei primi mesi, lo tenevo a casa, sotto al letto matrimoniale, la notte faceva un rumore che non ti dico, mia moglie voleva chiedere il divorzio”.

Poi, mano a mano, la crescita, grazie alla passione e alla voglia di fare televisione. Telemonteorlando, nei suoi primi anni di vita ha letteralmente bucato gli schermi con i suoi spezzoni di vita locale, dagli eventi religiosi come la processione della Madonna di Porto Salvo (“Una volta stavo a riprendere la processione di Porto Salvo e mi accorsi che la gente, per strada, guardava più me che la Madonna, lì ho capito che con questo mezzo in mano avevo svoltato” – dice lo stesso Ciano) , dalle partite di calcio, alle differite dei consigli comunali, dalle interviste per strada in primissimo piano, fino alle prediche dal sapor nostalgico, piemontesi assassini e briganti eroi, passando per inchieste, dibattiti, videomontaggi, rubriche di varia natura e utilità.

Quello che ha portato avanti Tmo è stata la grande passione nel fare televisione da parte di tutto lo staff, che riprende, monta i video, crea sigle, sottofondi, presentazioni e manda in onda, rigorosamente gratis, spendendo così con sacrificio e iniziativa gran parte del tempo libero.
Una televisione locale che è riuscita a fare una breccia nella voglia di cambiamento del popolo gaetano. E grazie soprattutto alla telecamerina di Ciano e al suo Tmo che l’attuale sindaco in carica, Antonio Raimondi, è riuscito a vincere le elezioni cittadine, presentandosi con una lista civica e sbaragliando grossi partiti politici.
Intervistato da Luca Di Ciaccio aka Ludik – che a suo tempo fece una tesi di laurea proprio sulle televisioni locali, dedicando un intero capitolo a Tmo, vedi link in fondo all’articolo –  Antonio Ciano ammette il connubio tra telestreet e politica.
Anto’, qui c’è una cosa che pensiamo tutti: volevi combattere Berlusconi coi mezzi di Berlusconi, e alla fine sei diventato quasi come lui. [..] Hai usato la televisione per la tua scalata sociale e politica, hai preso un semi-sconosciuto cugino italoamericano e lo hai fatto diventare sindaco, e hai avuto la tua poltrona da assessore.
“Ma quale poltrona? Io sto sempre in giro, al Comune non tengo manco un ufficio. E comunque se è questo che vuoi dire lo ammetto, ho fatto come Berlusconi. Acca’ nisciuno è fesso, come dicono a Napoli. Ognuno usa i mezzi che ha per cambiare le cose. Io ho usato Tele Monte Orlando. Ho visto che Berlusconi con le televisioni ha conquistato una nazione, e mi sono detto: perché non possiamo farlo pure a Gaeta? L’abbiamo fatto, e ci siamo riusciti. E così abbiamo salvato a Gaeta, non lo dicevi pure tu che questa città stava andando a fondo?”.

 

 

Riviviamo, dalla già citata tesi di Ludik, la nascita e la prima fase di Telemonteorlando.

-------------
-------------

Tele Monte Orlando nasce in un imprecisato scantinato di Gaeta tranquilla città di mare di ventimila anime, vecchia fortezza decaduta, periferia dell’audience la sera della vigilia di Natale del 2001, grazie all’ ingegno di un giovane antennista dilettante. Viene coinvolto nell’ impresa il signor Antonio Ciano, eclettico cinquantenne tardocomunista con la fissa del meridionalismo e nessuna esperienza di telecamera, tabaccaio e scrittore militante, l unico a dichiararsi disponibile per intraprendere una tale avventura libertaria e democratica ma sul filo dell illegalità. Racconta Ciano che «la prima immagine che abbiamo mandato in onda è stata una pernacchia di Edoardo De Filippo, e non a caso». Però c era il cenone di Natale che incombeva e i due quella sera mandarono in onda la videocassetta di un vecchio film di Alberto Sordi, Tutti a casa . Insomma, si è cominciato quasi senza accorgersene (non accade sempre così con i grandi mutamenti della storia?). Nei mesi successivi Ciano lascia perdere le imprese televisive e si candida a sindaco di Gaeta [..]lui racimola appena il 3% pur vantando comizi affollati. Decide che ormai, nella fragile e umiliata democrazia italiana, l unico vero potere colonizzatore rimasto, l ultimo fortino a cui tentare l assalto è solo la televisione. Riprende fiato il progetto TMO, proprio mentre a Bologna, nel giugno 2002, nasce Orfeo Tv e con essa prende forma il progetto esplicitamente politico delle Telestreet. Nella seconda metà del 2002, quindi, i segnali di TMO cominciano, in sordina, a inondare l etere gaetano. La telestreet Gaetana inizia a trasmettere con regolarità, prevalentemente vecchie videocassette o registrazioni da canali satellitari o film, e per chi non la riceve da casa sua è possibile andare a guardarla al negozio di Ciano, dove il televisore sta lì sempre sintonizzato. E nel frattempo lui riesce pure a guadagnarsi l’appellativo di Masaniello dell’ etere . In questo primo periodo, assolutamente pionieristico, TMO trasmette direttamente da casa Ciano, poche attrezzature in prestito e costi autofinanziati, col videoregistratore nel tinello e il trasmettitore che di notte ronzava tra il suo letto e quello della moglie, ovviamente causa di litigio come ammetterà lui pubblicamente, «ma la storia mi ha dato ragione». Presentandosi sugli schermi e a qualche giornalista o studente che viene a intervistarlo Ciano si dichiara «al servizio della città», ricorda che «Monte Orlando, da cui prende il nome questa rete, è stato da sempre simbolo della valorosa resistenza dei gaetani contro gli invasori», annuncia di essere «disposto ad andare in galera per difendere la democrazia italiana e la mia identità di meridionale, si accomodino, metterei una tv anche in cella». In quei mesi di inizio 2003, che nel contesto politico nazionale corrispondono ad un periodo di grandi e volenterose mobilitazioni, dai girotondi anti-berlusconiani alle marce per la pace contro l imminente guerra in Iraq, TMO inizia a trasmettere sue autoproduzioni e si caratterizza come l occhio corsaro del paesone gaetano. In realtà è l occhio di Ciano con le sue riprese in soggettiva, la sua voce imperversante da dietro la telecamera, i primi piani rudimentali e le riprese senza montaggio alcuno ad incarnare il più basilare concetto di proxy vision sulla telestreet gaetana, appropriandosi degli spazi cittadini e dei loro rapporti sociali. «Abbiamo trasmesso gli ultimi consigli comunali. Abbiamo fatto sentire il pensiero del primo cittadino e quello dell ultimo, intervistato consiglieri di maggioranza e di opposizione; abbiamo mandato in onda avvenimenti culturali e politici, servizi di storia e di religione. Numerosissime sono state le interviste, dagli amministratori fino ai lavoratori del porto. Ci siamo tuffati tra le gente dei mercatini rionali, come ci siamo collegati coi nostri emigranti in America facendone sentire le voce e le immagini. Abbiamo registrato tutte le manifestazioni contro la guerra che si sono tenute tra Gaeta e Formia negli scorsi mesi, ripreso convegni e trasmesso commemorazioni» […] Fin dalla sua prima fase, quella pionieristica, la piccola emittente è stata molto seguita dalla cittadinanza, con richieste da parte dei cittadini in costante aumento. Nel negozio di Ciano sulla piazza del municipio e, in seguito, sul weblog tmowatch che raccoglie recensioni e commenti sulla programmazione di TMO, si esercita un continuo e appassionato feedback, una sorta di gruppo d’ascolto della realtà circostante che poi si riversa in
televisione. Oltre che allenatori della Nazionale pare che gli italiani siano anche tutti autori televisivi. C è chi invia video da trasmettere, chi esprime richieste per i programmi della serata, chi segnala eventi o situazioni meritevoli di essere filmati, chi commenta i programmi della sera prima, e da lì facendone nascere discussioni sulla vita cittadina e talora sui destini del mondo. E, in questo primo periodo, il volenteroso Ciano si recava con la sua telecamera ovunque ci fossero eventi sociali oppure dove la gente comune richiedesse il suo intervento. Il primo passo è stato quello di vincere i dubbi e le remore di natura psicologica, questioni come l identità, la privacy, la fiducia nelle proprie capacità. Ma la spiegazione esplicita delle proprie intenzioni, la conoscenza dei meccanismi e delle relazioni all’ interno della comunità, l assenza di criteri e vanità estetiche o di velleitari paragoni con gli alti livelli tecnici della tv mainstream, uno stile colorito e una certa prontezza di spirito, hanno contribuito a rompere gli indugi nel rapporto tra il novello mediattivismo di TMO e la realtà della vita paesana di Gaeta. Da una parte la nuova tv gaetana ha puntato ad una sorta di auto-voyeurismo popolare, di naturale curiosità degli spettatori di paese nel guardare se stessi e i loro simili concittadini per la prima volta attraverso il filtro dello schermo televisivo. Dall’ altra parte il ruolo inedito di TMO ha favorito la nascita di una nuova consapevolezza politica, puntando l attenzione sull’ operato quotidiano dell’ amministrazione, sugli stessi volti degli amministratori, avvicinando nuove fasce di spettatori ai consigli comunali e ai dibattiti politici. TMO è riuscita a tenere insieme entrambe queste vocazioni civicotelevisive , anche grazie allo stesso stile autarchico e strampalato di Ciano, che ad esempio ricorre sempre nelle sue interviste. Primi piani sulle facce degli intervistati degni di una sequenza di Sergio Leone, commenti in chiave meridionalista borbonica naif sparsi a piene mani in ogni discorso, panoramiche golose sui passanti o sulle platee, favorendo implicitamente il meccanismo per cui lo spettatore possa riconoscere se stesso o qualche suo conoscente, vocione fuori campo e vagamente dialettofono, fruscii e rumori di fondo, riprese in soggettiva e quasi mai in posa fissa, sensazione offerta allo spettatore di parlare con qualcuno come se lo si incontrasse per strada. Insomma lo stile pionieristico di TMO che si irradiava dal tinello di casa Ciano ha rappresentato un modo e un mondo: paesano, estroso, amatoriale, preprofessionale ma percepito come più vero e più utile della vecchia tv . Un rapporto paritario, insomma, di autentica contiguità fisica tra gli emittenti e i riceventi del segnale catodico.

 

Video:

[tratto dalla tesi di Luca Di Ciaccio “IL LOCALISMO TELEVISIVO TRA MAGGIORANZE E COMUNITA’- Le telestreet, il caso TMO Gaeta e oltre” ]

GD Star Rating
loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Altro... antonio ciano, gaeta, ludik
savina caylyn liberata
La nave Savina Caylyn è stata liberata, fine dell’incubo per Verrecchia, Bon e gli altri italiani a bordo

liberati i marinai rapiti della Savina Caylyn E' stata liberata finalmente, dopo più di 10...

Chiudi