Non ci credete? E’ proprio così, circa quarantamila italiani ogni mese cercano sui motori di ricerca la frase grata e vinci probabilmente per saperne di più sulla famosa lotteria istantanea, tutto questo nella speranza di trovare la panacea di guarigione ai problemi monetari della vita quotidiana.
Ma come fanno questi navigatori a commettere un errore così grossolano, cioè grata e vinci anziché gratta e vinci? Gli utenti oramai smaliziati non si meravigliano più di tanto a leggere questi sfondoni grammaticali in rete. Non si sa quante volte mi sono imbattuto nell’uso errato della lettera h, inserita dove non va messa o non inserita dove invece andrebbe. Davvero imbarazzante se ripetuta varie volte all’interno di un discorso: a quel punto cade anche la giustificazione della velocità nello scrivere o l’errore di distrazione.
Forse semplicemente, noi italiani, ci portiamo dietro delle lacune grammaticali immense. Non per niente le famose classifiche europee ci mettono sempre nelle posizioni più basse nei settori dell’alfabetizzazione. Esistono ancora, in larghe fasce della nostra società, delle zone dove alcuni non hanno neanche la licenza media. Ed è quasi normale che poi queste fasce arrivando in rete intanto si fiondino direttamente in Facebook, il social network per eccellenza dove una buona parte della popolazione italiana riversa frustrazioni e aspettative, si confida, racconta, a volte inconsapevolmente, tutti i propri affari al mondo intero. Insomma la mancanza della frequentazione della scuola (almeno di un iter formativo avanzato) si fa sentire. Scolarizzazione vuol dire non solo conoscenza di altri mondi culturali e di intrattenimento (lettura, cinema, teatro) ma anche utilizzo della rete in modo intelligente.
L’utilizzo di internet ci aiuterà nell’alfabetizzazione o ci renderà nel tempo sempre più ignoranti?













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