Schettino il brutale assassino alla gogna sul Web, ma ci si dimentica di una strage simile, il Cermis



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Le verità sulla strage del Cermis: piloti giravano un video, volavano troppo in basso

Tutti ora sono contro Francesco Schettino, tutti a favore di De Falco, l’ufficiale del ‘vada a bordo cazzo!’, definito (esageratamente) eroe.

Lui, Schettino, il responsabile (unico?) dell’incidente all’isola del Giglio, è il mostro da sbattere in prima pagina, sbeffeggiato, confrontato con Berlusconi, oggetto di fotomontaggi impietosi, definito capitan Codardo, per non esser rimasto fino all’ultimo sulla nave.





Ma, se andiamo qualche anno addietro, una strage simile avveniva, non in mare, bensì in montagna, sul Cermis.

A provocarli una manovra errata, anche lì, una goliardata, un volo rasente. Responsabile non era un napoletano, bensì piloti americani. L’indignazione registrata a suo tempo, se potesse essere misurata, peserebbe come un uccellino, in confronto alle tonnellate d’odio mediatico che si sta sviluppando oggi nei confronti di Francesco Schettino.

Oggi si chiedono 15 anni per Schettino, e c’è gente che lo impiccherebbe con le sue mani, ma magari si è dimenticata di quella strage del 3 febbraio 1998, con piloti rimasti impuniti, un’inchiesta che ha buchi da tutte le parti, che al confronto lo squarcio nella Concordia è una bazzecola.

Marines assassini che oggi, proprio oggi, sulla scia della tirageda del Giglio, si fanno vivi e ammettono le colpe: i piloti volavano troppo basso per girare un video ricordo.

Allora non c’era modo di umiliare, condannare anzitempo, grazie a prove schiaccianti, telefonate che non lasciano spazio a dubbi.

Non esisteva Facebook, non c’erano cellulari con videocamera, non c’era Youtube che ci fa sentire e ci fa vedere tutto o quasi quello che c’è da sapere sull’argomento. E forse c’era anche più rispetto per i morti, senza le urla che il lato peggiore dei social network ci propina da giorni.

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