Il successo dei bambini neomelodici di Napoli
Napoli è la patria dei cantanti neomelodici, ma anche degli enfant prodige della musica. Quella napoletana, s’intende.
Noi di Immenso blog abbiamo già parlato in questo articolo dei bambini neomelodici napoletani, esprimendo la nostra perplessità di fronte a testi in cui si parla d’amore e persino di sesso, come nel caso di Minigonna di Giuseppe Junior (che a suo tempo era un bambino).
“Nun t’preoccupà, sarà bello dai, non l’hai fatto mai, mo m’agg j allà, mentre ti togli i vestiti prendo una coca, non arrossire ti prego, FACCIAMO L’AMORE IO E TE…e lievatell a minigonna,fatti guardare, sei bellissima tu, mi sta salendo il cuore in gola, l’adrenalina arriva sempre più su…E vola via il mio pantalone, emozionato iva vicino a te, SO SCOSTUMAT KESTI MAN, toccan e stell abbracciat cu te. Pur si p te è a primma vot, sei fantastica TO GIUR A MAMMà, mille brividi p’copp a STA PELL,ke sensazione m staj rann tu…E nun ta metter a minigonn, VOGLIO RIFARLO DI NUOVO CON TE”.
Il video è stato da tempo eliminato da Youtube, come sottolineano su trashopolis, anche se è stato più volte mandato in onde dal programma tv Scorie.
Ora, dopo i vari articoli e video lanciati dal blog del trash napoletano (e non solo), anche Le Iene si accorgono del fenomeno dei bambini napoletani che, spinti dai genitori, coltivano con successo la strada della musica neomelodica.
L’intervista è dell’istrione Enrico Lucci (che si sa, è bravissimo a non far capire quanto prende per i fondelli le persone intervistate) che ci mostra dei cantanti giovanissimi che hanno iniziato molto presto, anche a soli 7 anni, ad esibirsi in locali e feste private per le loro doti canore.
Le famiglie di Fortuna, Giuseppe Junior, Lavinia, Enny e del piccolo Lucio recitano sempre lo stesso copione: per loro è “solo un divertimento”, non una fonte di guadagno extra, la “cosa fondamentale” per i loro figli è “lo studio”. Quando si parla di cifre di ingaggi parlano di 50, 100 euro al massimo, oppure rimborso spese benzina.
Ma c’è chi, per la prima comunione della propria figlia, spende, tra ingaggi di cantanti vip ragazzine come Fortuna, cibarie, addobbi e fuochi d’artificio ben 12000 euro. Do-di-ci-mi-la.












ma dico io, a voi che ve ne fotte se una persona vuole spendere dodicimila e dico DO-DI-CI-MI-LA euro per una comunione????
Sono soldi loro, d’accordo. Ma se poi, come avviene a Napoli e in molti posti del sud, ti indebiti solo per dimostrare che il tuo matrimonio, la festa di comunione o battesimo del tuo parente è costosissima e bella, con il cantante famoso, allora non sono d’accordo. L’abitudine, tipicamente meridionale, di fare feste sfarzose, la trovo ridicola. E’ un culto dell’esteriorità che dimostra grande pochezza interiore. Un po’ come le persone che spendono centinaia o migliaia di euro per vestiti firmati, e poi magari, tra le mure domestiche, mangiano ali di pollo per risparmiare.
E ripeto, quella dei matrimoni ‘grandiosi’ è un’abitudine (nel Sud) a cui difficilmente si rinuncia, perchè il prezzo da pagare è essere ‘sparlati’ dietro.
Per questo, pur essendo meridionale, guardo invece con più interesse alla sobrietà dei matrimoni del Nord (senza fare di tutta l’erba un fascio).
Ne parlo anche qui.
Dove sono i servizi sociali quando servono?
guarda quanti ragazzini stanno rovinando quei genitori di merda…
Non credo possano fare qualcosa, i servizi sociali, se i genitori dimostrano che i figli vanno a scuola, e che l’attivita canora non è svolta per fini di lucro.