Scuola Rignano Flaminio, assolte le maestre. Ecco i racconti shock delle violenze subite dai bambini



violenze nei racconti dei bimbi dell'asilo di Rignano FlaminioRacconti agghiaccianti di violenze e degli orrori dei bambini dell’asilo di Rignano

E’ di ieri la sentenza che scatenato la rabbia dei genitori dei bambini della scuola materna di Rignano Flaminio.

Assoluzione piena perchè il fatto non sussiste per lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, e la bidella Cristina Lunerti.

Giornalettismo mette in evidenza il perchè dell’assoluzione per mancanza di prove, ma ritorniamo un attimo alle accuse: violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, atti contrari alla pubblica decenza, con l’aggravante delle sevizie.





Ma da dove sono nati tutti questi capi d’imputazione?

Roberta Lerici, responsabile del movimento per l’infanzia per il Lazio, ha seguito con grande apprensione ogni sviluppo della vicenda giudiziaria degli abusi sui bambini dell’asilo di Rignano Flaminio, la scuola Olga Rovere.

Sul suo seguitissimo blog, www.bambinicoraggiosi.com, ha raccolto e pubblicato i racconti agghiaccianti delle (per onor di legge dobbiamo aggiungere presunte) violenze pedofile che erano costretti a subire i bimbi.

Ne pubblico qualche estratto, per leggere tutto andate sul link originale del blog della Lerici.

- “Interrogata in merito a chi la picchiasse, la bambina più grande ha riferito che a “menarla erano tutti:”

 - [...]una bambina avrebbe fatto riferimento a una «scuola nuova», dove alcuni partecipanti al «gioco dei sacchi neri e dei sacchi vuoti» sarebbero stati trasportati a opera di alcune «maestre cattive».
Una bimba avrebbe anche fatto i nomi di alcune insegnanti, non tutti riconducibili a quelli degli indagati. Un’altro minore avrebbe raccontato di dolori subiti alle parti intime.

- Mia figlia fa giochi con il fratellino: il gioco del cagnolino, del guinzaglio. Giochi in cui lei fa la parte dell’adulto. Simula atti sessuali.

- Oltre alle indicibile violenze sessuali, ai bambini veniva insegnato a disegnare croci capovolte, a bere sangue umano; una maestra bruciò di fronte a loro il Crocefisso urlando che Gesù era cattivo e il diavolo buono. Durante le riprese filmate, i violentatori indossavano maschere e corna da diavolo.

-Racconta che durante i “giochi” Giovanni metteva “il pippo” nel sederino di C. e gli tappava la bocca con del nastro adesivo e metteva la musica ad alto volume, perché C. strillava tanto per il dolore.

- La maestra Patrizia tagliava qualche capello a tutti i bambini, alcuni adulti se li mettevano in testa ed altri li mangiavano obbligando i bambini a guardare, poi prendevano una specie di ago o puntura e li pungevano sulle braccia o sulle gambe facendo uscire del sangue che veniva raccolto in un bicchiere rosso. La maestra Patrizia e gli altri adulti iniziavano a tagliarsi. Il sangue che usciva veniva raccolto nel bicchiere rosso e bevuto prima dai bambini, poi dagli adulti. La maestra Patrizia aveva incendiato un crocifisso e detto ai bambini che Gesù era cattivo e il diavolo buono. I “grandi” in questo gioco dicevano delle cose che il minore non capiva, ma lo spaventavano perché usavano toni diversi di voce. Al termine del “gioco”, i piccoli venivano lavati dalle maestre Patrizia e Marisa in una vasca sporca con acqua fredda e senza sapone, ed asciugati con un asciugamano.

- Anche V. riferiva che i “giochi” si svolgevano nel bagno della scuola, in una classe che chiamava “classe in fondo” e in giardino “quando giocavano a nascondino vicino la casetta”. Qui il “gioco” con le altre bambine consisteva nel riunire i bimbi, farli spogliare e toccare reciprocamente il seno (dice X. che una volta doveva toccare il seno di Y.)[..]

- VX., in questo suo raccontare, continuava a cantare filastrocche e canzoncine con chiari riferimenti sessuali, ché alcune terminavano con le parole “Giovannino toccami la pipa..”Nel corso di successivi colloqui con la madre, la minore indicava tra gli oggetti adoperati per il “gioco” una “penna” usata dai maschietti e che lei e Y. dovevano usare nel “gioco di coppia”, e lei era penetrata da Y.; in questo “gioco di coppia” doveva spingere il pisellino di Y. e baciarlo.

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