Incredibile: La Banca D’Italia ferma il social lending. Zopa in stand by



Il ministero dell’Economia ha fermato Zopa.it, uno dei siti (l’altro è Boober.it) del fenomeno social lending in Italia.
Ecco in breve la comunicazione:
in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la società Zopa.
Il social lending, per chi non lo sapesse, è il prestito peer to peer, ovvero un prestito tra privati che avviene senza l’intermediazione di banche, e dunque a tassi vantaggiosi sia per chi richiede il prestito (che ottiene denaro a tassi più bassi rispetto a quelli che otterrebbe richiedendo prestiti a banche o società tipo Findomestic, ecc.) e sia per chi presta i soldi (che presta il suo denaro ottenendo remunerazioni più alte rispetto a quelle dei c/c o dei conti di deposito tipo Conto Arancio).
Un esempio:
Tizio ha bisogno di 5000 euro. Rivolgendosi alla sua banca, otterrebbe quel denaro, e lo dovrebbe restituire in cinque anni ad un Taeg del 11%.
Col social lending, invece, il Taeg potrebbe essere molto più basso, per esempio del 7%, proprio perché non ci sono banche da far ‘ingrassare’.
Caio, è uno dei prestatori di Tizio (su Zopa è possibile settare la quantità massima di denaro che si può prestare ad una stessa persona, ovviamente la regola che dovrebbe seguire un prestatore è quello di ‘spalmare’ il suo denaro su molti richiedenti, per minimizzare i rischi), e riceve un tasso del 6% (al netto delle commissioni a carico di Zopa, che si occupa del recupero credito e, tra l’altro, di controllare le garanzie che può offrire il richiedente, e stima il rischio di insolvenza ). Ripeto, è un esempio, ma se uno ci sa fare può prestare (con un maggior rischio di insolvenza da parte dei richiedenti) in mercati in cui può ottenere rendimenti anche del 9 o 10%, un’enormità in questi tempi di crisi.
La “doccia fredda” della notizia della sospensione di Zopa mi rattrista (avevo prestato qualche soldo tramite il meccanismo del social lending), più che preoccuparmi (non dovrei perdere nessun soldo, sono solo bloccati i nuovi prestiti), perché è un campanello d’allarme sul fatto che le alternative al prestito bancario non potranno mai funzionare in Italia.
Per approfondire:
http://blog.zopa.it/2009/07/13/lettera-aperta-agli-zopiani/
l’articolo sul blog ufficiale di Zopa in cui riporta il motivo della sospensione (Zopa, a differenza di Boober, trattiene i soldi dei prestatori che ancora non sono stati prestati, dando però la possibilità di ritirare in qualsiasi momento i soldi non ancora prestati.
Boober, invece, procede ad un RID delle sole somme che vengono prestate).
Alcuni articoli e un video sul social lending, aggiornati alla comunicazione di oggi del Ministero delle Finanze.
http://www.zopa.it/ZopaWeb/public/help/help-legale/various/cosa_succede_ora.htm
cosa succede ora: i servizi attivi e quelli non attivi dopo la comunicazione del Ministero
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