Comprare un’auto usata a Roma, tra annunci Portaportese e concessionari. Ecco la mia storia (3° parte)



Continuiamo il racconto di quella che doveva essere un semplicissimo acquisto di un’auto usata a Roma, e che pian piano si è rivelata un’autentica odissea.
Dunque, se nella prima parte vi ho fatto una premessa su quali sono i modi per poter comprare un’auto usata spendendo poco nella Capitale, e nella seconda vi ho rivelato la prima ‘fregatura’ del tizio (ingenuo succube della moglie, proprietaria dell’auto) della Opel Corsa, con cui mi ero messo d’accordo e che aveva all’ultimo momento riportato il prezzo all’insù, eccoci alla seconda macchina scelta, alternativa all’Opel citata pocanzi.
E’ una Nissan Micra K11 (e a me le Micra piacciono tantissimo) del 2002 (versione precedente a quella attuale), cilindrata 1000. La cosa che fa un po’ inorridire è una strisciata profonda e lunga che prende tutta la fiancata sinistra, ma ci posso tranquillamente passare sopra.
Il prezzo è ottimo, 2300 euro (a cui aggiungerò 200 euro di pneumatici, avevo già visto il sito internet da cui ordinarli, www.gommadiretto.it e l’officina autorizzata a cui consegnavano e montavano le gomme).
Mi metto d’accordo con la proprietaria dell’auto, per il pagamento (contanti, non sia mai a pagare in assegni.. anatema!!), e mi informo anche sull’assicurazione (ovviamente volevo andare già con la polizza acquistata, in modo da poter circolare con la macchina). Alla fine tra le assicurazioni online e quelle in agenzia incredibilmente la Milano si rivela (tra quelle del mio paese, Gaeta) quella più vantaggiosa.
Non potendo usufruire della Bersani (legge con la quale si assegna la vantaggiosa classe di merito di un genitore convivente), il conto è salato: quasi mille euro (compreso l’opzione degli infortuni al conducente). La mattina stessa del fatidico giorno dell’acquisto e del passaggio di proprietà avrei firmato il contratto dell’assicurazione. Ma qualcosa mi dice di fare un piccolo controllino: sul sito dell’Aci faccio la visura online. Sorpresa: la macchina ha un fermo amministrativo, e quindi, per legge, non può essere venduta e nemmeno circolare. Il fermo superava abbondantemente il valore dell’auto: 2700 euro, quindi per comprarla (se fosse stato possibile) la proprietaria avrebbe dovuto pagare lei a me, e non viceversa.
Mi cade il mondo addosso. Seconda sfortuna a distanza di poche ore. Possibile che per comprare un’auto occorra avere fortuna, e io non ne abbia nemmeno un briciolo? Telefono alla proprietaria, che tentenna ammettendo la conoscenza della multa, e parla di un condono e che tutto si sarebbe risolto.
Ma io praticamente ero nuovamente all’inizio, dovevo ricominciare tutto daccapo, non mi andava di aspettare questo ipotetico condono e la revoca del fermo. In poco tempo ricompro Portaportese, faccio il solito giro di telefonate, vedo qualche annuncio online. Ci sarebbe qualche Lupo, ma la zona di Roma in cui sono visibili è lontana. Alla fine, dopo una veloce cernita, rimangono due micra: una del 2001, 5 porte, 2900 euro, (85000 km, quindi non molti), e una del 2002, 3 porte, molti km (140.000), carrozzeria discreta, a 2000 euro.
Ma di questo ve ne parlo la prossima volta.. [continua]

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