Scappare all’estero, l’unica soluzione per il giovane medio italiano a 800 euro mensili



Mentre trangugio l’ennesima razione quotidiana di formule di Campi Elettromagnetici 4, un groviglio di simboli e dimostrazioni utili solo per passare uno degli esami che più odio della mia facoltà, ingegneria delle telecomunicazioni, rifletto su quello che potrà essere il mio futuro.
La maggior parte dei miei ex colleghi (per non dire tutti), una volta laureati hanno trovato (e pure con non poca fatica) un lavoro nella capitale. La mansione è sempre la stessa: programmatore. E anche un bambino sa che che per fare questo lavoro non è richiesta una laurea in ingegneria, ma solo buone capacità informatiche e uno stage di preparazione. In altre parole: una laurea che non ti serve a niente, o quasi.
Anche per molte altre lauree, specie del ramo letterario, la situazione non va affatto bene, anzi. La soluzione è scappar via dall’Italia, o fare un doppio lavoro, ovviamente in nero. Oppure restare e sopravvivere a 800 euro al mese, ovvero impossibilitati a creare una famiglia.
Siamo una generazione perduta, senza tutela, e persino i bambini sono preoccupati, ovviamente manifestando un ansia inculcata da media e genitori.
Sulla fuga dei talenti vi segnalo questo blog, in cui sono presenti molte testimonianze. Nel frattempo penso già ad un buon corso di inglese e/o spagnolo e a fare le valigie.

 

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