I rischi delle scorie nucleari



Quando leggo articoli come questo sul Giornale, mi rendo conto della mia ignoranza in materia, ma allibisco, al tempo stesso, per la superficialità con cui viene trattato un tema come quello della pericolosità delle scorie radioattive.
Siamo circondati da Paesi in cui ci sono decine e decine di reattori. Bene, e allora?
Nessuno si preoccupa di un incidente grave nel loro Paese, nessuno si preoccupa del problema dello stoccaggio delle scorie nel loro Paese, perchè lì si rispetta la legge.C’è più serietà.
In Italia, lo ammetto, non mi fido. Penso alla mafia, penso alla tendenza, tipica dell’italiano medio, di fregare la legge per tornaconti personali, per convenienza economica. Penso al film Gomorra e agli imprenditori del nord collusi con la criminalità organizzata che venivano a scaricare a poche decine di km da dove abito io, tonnellate di rifiuti speciali a poco prezzo, e a poca distanza da piantagioni.
Bene, mi chiedo, nelle altre Nazioni in cui c’è il nucleare, è presente tutto questo? No, non mi pare.
Allora è inutile parlare dei pochi (sic!) morti di Chernobyl (come se contassero solo quelli che sono morti immediatamente e non i vari ammalati di tumore), è inutile fare confronti.. Bisogna porsi il problema: ci sarebbero adeguati controlli in Italia? E chi controlla i controllori?
Se non cambia la mentalità, il nucleare comporterebbe solo costi, economici e sociali.
E dato che invece il sole, (almeno quello, grazie a Dio) non ci manca, sarebbe meglio investire nell’energia solare, pulita e senza problemi.

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