Una giornata particolare


Orale di Informatica II, ore di attesa e due autobus persi

Una giornata indimenticabile, può essere tanto meravigliosamente piacevole quanto orribilmente irritante, ugualmente, nel bene e nel male, riesce ad aprire una piccola breccia nei ricordi. Credo che la giornata di ieri mi abbia procurato tanto stress da guadagnarsi quell’aggettivo, se non proprio indimenticabile, almeno di particolare. Evento centrale è l’orale dell’esame di Fondamenti di Informatica II, temibile e perditempo modulo che in molti, troppi tralasciano per poi passarla qualche mese prima della laurea. Solo in apparenza infatti, l’esame si può considerare come banale sequel del primo modulo di Informatica.il prof. Claudio De Stefano, in un mms scattato da un collega all'università Qui in ballo c’è lo studio di puntatori, classi, strutture: il C++ all’ennesima potenza, cinque crediti che ne sembrano almeno il doppio. Se poi aggiungiamo la meticolosità del prof. Claudio De Stefano (foto a destra), docente del corso, calvizie alla Lucio Dalla e voce alla Lubrano, che troppo spesso dimentica che non si trova dinanzi a provetti programmatori, ma solo a studenti che con difficoltà ricordano i rudimenti del corso precedente, addirittura risalente ad un anno prima, per gli studenti in corso. Il risultato è un ammasso di nozioni teoriche e poche, pochissime esercitazioni in aula informatica, rese insopportabili per la rottura dell’impianto condizionatore, in pieno giugno. Le difficoltà cominciano a farsi sentire, e dal quasi centinaio iniziale i ragazzi che seguono il corso si riducono ad una ventina. Giovedì 27 giugno termina il corso, lunedì 30 già il primo appello. Passo con riserva, per la preparazione dell’orale ho una settimana di tempo, ma voglio rifare la prova al PC nel tentativo di migliorare: c’è da creare un programma che riceve in ingresso due liste, calcola la media totale, chiede all’utente di inserire un numero k tra 0 e 1, fonde le due liste, trascurando i valori che non sono all’interno di un certo intervallo, dipende dal valore medio e da k. Non complicatissimo, almeno in apparenza: nessun errore in compilazione, il programma gira ed esegue il compito. Ma c’è un ma: doveva fondere ed eliminare contemporaneamente dalle liste, non prima l’uno e poi l’altro. Una pignoleria su cui cade anche Milhouse, e che quasi mi pregiudica la prova. Risultato: entrambi ammessi con riserva, ancora una volta. Inutile perdere tempo, do subito l’orale, Milhouse ripeterà il pratico a settembre. Sono penultimo degli esaminati, dalle 10 di mattina aspetto fino alle 15.00. Per farla breve, il prof. mi chiede anche uno dei pochi argomenti che non sapevo, maledetta sfortuna. Alla fine me la cavo con 25, il massimo voto della giornata era stato un 26. Stringo la mano al prof, solita discussione per “quel brutto 19 a Termodinamica”, ma “in fondo non hai una cattiva media”.
Sono le 16.30, giusto in tempo per perdere l’autobus, partito due minuti prima: devo aspettare il prossimo, quello delle 17.30. Stress che si aggiunge ad altro stress. Una giornata lunghissima, ore ed ore d’attesa, e adesso ci mancava anche questo. Attendo pazientemente, in piedi per non esser tormentato da zecche e dai topi che scorrazzano indisturbati sul muretto vicino al capolinea, un mondezzaio all’aria aperta. Nei paraggi c’è persino un pazzo ubriacone, che agitando il dito a mezz’aria con aria minacciosa spaventa bambini e i clienti del vicino discount Dico. Ma la giornata, purtroppo, non era finita. Ignaro di quanto doveva ancora accadere, giungo a Formia, inutile commentare il viaggio lungo i vari curvoni di Ausonia, addolcito solamente dalla bravura dell’autista. “C’è la coincidenza delle 18.40 che parte dalla piazza della stazione” penso tra me e me, sicuro di farcela. Invece no, perdo anche questo autobus, che vedo sfilare, per pochi secondi, davanti a me, colpa dell’autista perditempo. “aspettiamo ancora un buon venti minuti, ho aspettato tanto e aspettiamo ancora”, urlo, idealmente, irritato, nel mio soliloquio mentale, “che altro può accadere?”. Quello che non ti aspetti.
Il bus parte, fermata di Piazza Mattei, poi il motore di spegne. “che succede?” domanda una vecchina all’autista, grondante di borse più grandi di lei. “Mi hanno detto di fermarmi. C’è la banda musicale che deve passare”. Non so se piangere, imprecare contro quel destino bastardo o sfidarlo: “Vai, che altro devi far accadere? Finisce la benzina, facciamo un incidente, qualcuno si sente male sull’autobus e si deve nuovamente fermare?”. Alzo gli occhi al cielo, incurante degli squilli di tromba e dei rulli di tamburo così vicini da essere insopportabili, come tutto il resto, poi, di quella assurda, indimenticabile giornata, per fortuna priva di altri intoppi. Arrivo a casa alle 19.45, esausto, ma tutto sommato felice. Se altri esami saranno così, sarò costretto a flebo di Supradyn. Come minimo.

-------------
-------------
GD Star Rating
loading...

2 pensieri riguardo “Una giornata particolare

  • 9 luglio 2003 in 19:38
    Permalink

    Nonostante tutto, l’esame è andato bene no? adesso una bella vacanza antistress è quella che ti serve. ciao-

    Risposta
  • 10 luglio 2003 in 20:38
    Permalink

    Macchè vacanza, ho un altro esame tra meno di due settimane. Poi agosto, tra lavoro e preparazione di un altro esame ancora (o quello di luglio se non lo passo). Dopo questo, mentre gli altri continueranno a godersi le tanto beate vacanze, ricomincerò, appena il 20 settembre, un altro anno accademico…

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo precedente:
Maleducati e incivili

Gli inquilini del palazzo stanno davvero esagerando: televisione col volume a palla fino all’una, a...

Chiudi