L’arenauta a Gaeta, un porcile


Ormai Ciano su Tmo, ‘la prima televisione di quartiere d’Italia’ come ripete, a mò di tormentone all’inizio, al centro e alla fine di ogni suo servizio ci ha abituato con i suoi reportage sui problemi di Gaeta, soprattutto legato al recupero di monumenti storici (in stato di degrado più totale, chiusi al pubblico, pericolanti, e che da anni se non decenni necessitano di pulizia e restauri – vedi la chiesa di San Francesco, un vanto per l’intera Gaeta, adesso abbandonata a sé stessa), ed alla sporcizia di molti luoghi, anche frequentati da turisti. A guardare quelle immagini di una Gaeta violentata dal menefreghismo, dalla mancanza di senso civico di turisti, abitanti e amministratori che a tutto pensano tranne alla salvaguardia dell’immagine della città, c’eravamo turbati, quasi annichiliti.
Ma non era nulla al confronto di quanto si è potuto vedere su TMO appena tre giorni fa: la zona libera della spiaggia dell’Arenauta ridotta ad un porcile. Un vero e proprio accampamento, in zone dove sarebbe vietato tutto ciò, rifiuti gettati sulla sabbia, cani e padroni (sì, avete capito bene, uomini) che fanno i lori bisogni sulla spiaggia e sulle rocce. Un bordello – latrina all’aria aperta, quintali e quintali di immondizia di un turismo mordi e fuggi disastroso per la nostra città. Nessun controllo, nessuna multa. A spiare e denunciare alle prime luci dell’alba lo scempio in una delle più belle spiagge gaetane, la telecamera di Antonio Ciano. Ludik, nel forum di Tmo se la prende con gli alberghi vicini, a ridosso sulla sabbia, i ‘mostri di cemento’, tentando di fuorviare dal discorso, o solo per far apparire la marmaglia di campeggiatori come persone innocue e magari ecologiste. Io dico che bisogna far intervenire qualche autorità, vietare il campeggio su spiaggia, così come fanno Terracina e Sabaudia, che condividono il nostro stesso mare, ma che lo sanno valorizzare. Il divieto sarebbe temporaneo, non definitivo.
Il tempo di pulire la spiaggia, di mettere qualche bagno chimico, qualche contenitore per l’immondizia, dei vigilantes notturni, e poi riaprire ai campeggiatori diligenti, a pagamento, a numero chiuso, e in una zona recintata della spiaggia. Altrove, divieto assoluto di camping e dappertutto, divieto di portare cani sulla spiaggia (magari si potrebbe pensare di riservare uno spazio per loro, con tanto di piscina con palline, ovviamente a pagamento). Un po’ di rigore per salvare le nostre coste. E i nudisti? Non vedo il problema, se la spiaggia è riservata a loro, che pratichino liberamente il naturismo. E comunque niente scene di sesso esplicito, pena multe salate. Pieno accordo con Ciano per ciò che concerne l’anarchia, quelli che ho visto erano solo ‘accampamenti barbarici’, solo ‘fetenzie’. Nient’altro.

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Un pensiero riguardo “L’arenauta a Gaeta, un porcile

  • 26 agosto 2003 in 14:29
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    Trovo anch’io che lo stato di abbandono dell’Arenauta sia scandaloso, e che dovrebbe essere istintivo per l’amministrazione tenere in condizioni decorose un gioiello come l’Arenauta, ultimo scampolo di spiaggia naturale tra gli scempi dell’intero litorale pontino. Per quanto riguarda la consuetudine di prendere il sole senza costume non vedo cosa ci sia di male se non è fatto per esibirsi, i problemi dell’Arenauta e dell’offerta turistica di Gaeta mi sembrano ben altri!

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