Google Fiber, la connessione iperveloce da 1 giga al secondo

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 Connessione internet Google da 1000 mega al secondo: Google Fiber

Google ci ha abituato da tempo con servizi offline, ‘concreti’. Non è dunque solo il motore di ricerca più visitato al mondo, ma è anche un fornitore di servizi molto utilizzati.

Tra questi, l’ultimo in ordine di tempo è Google Fiber. In altre parole, Google fornirà anche l’accesso ad internet. E si tratta di connessioni iperveloci, fino a 1000 megabit al secondo.

Velocità spaziali qui da noi in Italia, infatti il servizio, che ancora è in fase sperimentale, partirà dal Kansas City, in America.

In un video – animazione, Google ci fa capire, ricorrendo a macchinine che viaggiano lentamente, che la velocità attuale della connessione internet (10 mega al secondo) è praticamente come la vecchia 56k. Soffriamo ancora del fenomeno del collo di bottiglia, disconnessioni, rallentamenti. Ai tempi del modem analogico 56k, la cosa più pesante che si poteva scaricare era qualche sporadico file in mp3. Oggi invece scarichiamo di tutto, vediamo video e film completi in streaming, e il limite più evidente è nel momento in cui dobbiamo vedere video HQ sul tv connesso ad Internet, o fare il download (e, peggio ancora, l’upload) di grandi moli di dati, in sistemi cloud.





Navigando nella sezione ufficiale di Google Fiber, vediamo che ci sono (o meglio, ci saranno) tre piani possibili.

La tariffa a 120 dollari al mese, quella a più alta velocità, con l‘installazione della fibra ottica, un sistema integrato internet box, tv box e hard disk da 1 terabyte per memorizzare i dati, e un tablet nexus.

La tariffa Gigabit internet, 70 dollari al mese, con il solo internet box, oltre che la rete ad altissima velocità (1000 megabit al secondo).

Infine la tariffa più conveniente. Solo l’internet box. In questo caso la velocità rimane quella attuale, però non si paga niente.

Esattamente, avete letto bene: internet gratis, a parte una cifra una tantum (cioè da pagare una volta e basta) di 300 dollari.


Siamo sicuri che, quando fra diversi (molti, moltissimi) anni l’avremo in Italia, ci faranno pagare cinque – sei volte queste tariffe. E magari con una qualità del servizio nettamente inferiore.

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