Cassino, la morte corre sull’autobus



Di incidenti sui mezzi pubblici ne avvengono di rado, ma quando accadono, specie se ci scappa il morto, si rimane a pensare. Oggi quel morto c’è stato.
1 morto e una quarantina di feriti, per essere precisi. Questo è il tragico bilancio dell’incidente avvenuto in località Sant’EliaFiumerapido, vicino Cassino. Il mezzo, che viaggiava in direzione Sora, è precipitato per una scarpata, da un’altezza di 15 metri, per evitare un camion senza controllo, che proveniva in direzione contraria.
Non è la linea che percorro quasi tutti i giorni per andare all’università, ma questo certo non mi conforta. L’immagine che mi corre in mente in questo momento è lo strapiombo che costeggia la tortuosa via della linea Formia – Cassino, in località Ausonia.
Penso all’abilità dell’autista nel percorrere con tanta destrezza quelle curve, a poche decine di centimetri dalla fine della carreggiata, un immagine rassicurante ma terrificante allo stesso momento. Un ostacolo improvviso, un ciclista o un pedone che si para davanti nel buio assoluto della notte, una sterzata per evitarlo, e può avvenire il peggio.
Domani qualcuno sciacallerà sulla vicenda, lo so. Dirà che la colpa è dell’autista, che non c’è da fidarsi, che non è possibile viaggiare così.
Ma forse è meglio pensare al rischio che compiono gli autisti tutti i giorni per portare a termine il loro lavoro (sottopagato, diciamolo pure). Noi pendolari affidiamo a loro non solo la sicurezza di arrivare in tempo al lavoro, la possibilità di studiare e viaggiare al di fuori del nostro paese, ma anche la nostra stessa vita. Pensiamoci la prossima volta che saliamo sul prossimo, sgangherato ma indispensabile, pullman.

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