Autobus-carretta della Cotral, un’odissea senza fine



Mercoledì 3 marzo, pochi minuti dopo le sette del mattino. L’autobus dai sedili blu diretto a Cassino, dopo aver svoltato a sinistra dalla Litoranea ed entrato in piazza Mattei, si ferma. Il motore non ne vuole sapere più, dopo due o tre tentativi di accensione l’autista invita tutti a scendere.
Né il sottoscritto né tantomeno le decine di pendolari che, più o meno quotidianamente, viaggiano sugli sgangherati autobus della Cotral sono nuovi a episodi del genere. Siamo purtroppo avvezzi a motori in panne, pneumatici che prendono fuoco, carrozzerie fatiscenti, per non parlare del rumoraccio e l’odore nauseabondo di bus del dopoguerra, senza aria condizionata e con sedili devastati da scritte, bruciature da accendino e tagli. Roba da farti passare la voglia di viaggiare e pagare l’abbonamento, in quelle condizioni e stipati come sardine, perché bisogna essere fortunati anche a trovare posto.
Quello che è successo mercoledì, dicevo è a dir poco da denuncia.
Già, perché, una volta che i passeggeri sono usciti e terminata la lunga processione verso il capolinea antistante la stazione ferroviaria, l’odissea continuava. L’autobus delle 8.15 dal lungo tragitto attraverso paeselli come Ausonia, San Giorgio e Pignataro, parte quasi mezz’ora più tardi, tra il via vai di ragazzi stufi di passare il tempo al freddo a chiedere ad ogni autista “quest’autobus va a Cassino?”.
Io, Dauìd, Califano, Cirocè e Giorgetto decidiamo di aspettare la diretta delle ore nove, “tanto aspettiamo venti minuti e arriviamo molto tempo prima”.
Non l’avessimo mai fatto. In un colpo solo perdiamo l’autobus delle sette, poi ripartito a nostra insaputa, e rinunciamo ad un autobus (quello partito alle otto e quaranta citato prima) che ci avrebbe portato a Cassino con un ritardo alle lezioni quantomeno accettabile.
Aspettiamo con ansia il presunto diretto delle ore nove. Dico presunto, perché pi, a nostra sorpresa, non sarà così: parte, con un ritardo di un quarto d’ora sulla partenza prevista, solo l’autobus ‘dei paesini’.
In sintesi: svegli dalle sei meno cinque, arriviamo a Cassino solo quattro ore e mezza dopo, con due (fondamentali, sigh!) ore di lezioni irrimediabilmente perse.
Ma il caos Cotral non finisce qui.
Appena il giorno dopo, piazza della Stazione a Formia, il diretto delle nove parte con nessun passeggero a bordo: l’autista mette il cartello e, senza aspettare nessuno se ne va. Solo parecchi minuti più tardi qualcuno che, visibilmente irritato, chiede lumi sul increscioso ritardo del bus delle nove, si rende conto del fattaccio. Risultato: altre due ore di lezione perse per noi studenti, magari importanti appuntamenti di lavoro saltati per lavoratori costretti al pendolarismo .
Ma si può continuare ad andare avanti così?

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Un pensiero riguardo “Autobus-carretta della Cotral, un’odissea senza fine

  • 6 Marzo 2004 in 15:59
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    no… e manco ci si può buttare sotto a un tram

    Risposta

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