Scontro sulla legge elettorale tra Pdl e PD: Schifani media tra le parti



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Diverse opinioni sulla legge elettorale da parte di Pd e Pdl

Duro lo scontro della scorsa settimana sul discorso relativo alla modifica della attuale legge elettorale. Aspra la battaglia tra le diverse fazioni politiche, ognuna individualmente indirizzata verso un proprio progetto, senza riuscire a trovare un accordo capace di bilanciare le parti. Questa è la prospettiva angosciante delineatasi nelle ultime ore tra i maggiori partiti che sorreggono inesorabilmente il destino di un paese. Due sostanzialmente le idee sulla legge elettorale:

-          quella del PDL che  vorrebbe un sistema proporzionale con sbarramento al 5% e clausola salva-Lega, premio di governabilità tra il 10 e il 15% al primo partito, scelta degli eletti per il 30% con liste bloccate e per il 70% con le preferenze.





-          Quella del PD che sostanzialmente vorrebbe cercare di trovare un accordo diverso, non volendo accettare il blitz preparato dal maggior partito di centro-destra, con una proposta che molti esponenti di sinistra avrebbero definito assurda;

 

Alcuni esponenti del PD hanno infatti dichiarato che per loro o si trova un accordo o meglio le elezioni anticipate con la legge elettorale attualmente in vigore.

Dure a quel punto le parole del capo dello stato Napolitano, che ha ammonito le parti politiche, ribadendo che il potere di scioglimento anticipato delle Camere e dell’esecutivo lo detiene solamente lui e sarà egli stesso eventualmente a prendere una decisione in merito.

Da mediatore, invece, Renato Schifani, attuale presidente del Senato, che chiede uno sforzo ulteriore alle classi politiche nel trovare l’accordo sulla legge elettorale, al fine di evitare una caduta nel baratro del governo Monti e di salvare le sorti del paese che soffre già di problemi ben più gravi di quelli politici.

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