Ricette mediche, obbligo di indicazione del farmaco equivalente



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Farmaci generici, obbligo di metterli in ricetta. Sparisce l’indicazione dei nomi commerciali delle medicine

 

E’ entrata in vigore, dopo la pubblicazione sull’ultimo numero de La Gazzetta ufficiale, la norma che obbliga i medici di famiglia ad indicare sulle ricette mediche il principio attivo e non come si faceva in precedenza il marchio del farmaco. I dottori avranno trenta giorni di tempo per adeguarsi alla nuova normativa, lo stesso tempo che servirà per aggiornare il sistema informatico.
Sulla ricetta da adesso in poi sarà indicato esclusivamente il nome della sostanza, inclusa nel farmaco.

 

 
In alcuni casi il medico di famiglia potrà indicare la non sostituibilità, specificandone le motivazioni di aver scelto quella specifica marca di farmaco.
Una scelta voluta per incentivare l’uso del farmaco generico, il cui costo è notevolmente minore rispetto al prodotto di marca, consentendo così alle famiglie italiane in questo periodo di grave crisi economica e finanziaria che sta attraversando il nostro paese di risparmiare.





 
In ogni caso rimane a discrezione del paziente la possibilità di richiedere al farmacista la possibilità di acquistare il medicinale di marca anziché l’equivalente come previsto dal recente decreto “Cresci Italia”.
Sulla nuova normativa c’è comunque qualche critica che si riferisce alla possibilità di conoscere effettivamente la qualità comparativa tra il farmaco equivalente e quello di marca, come diversamente avviene in altre nazioni.
Infatti i medicinali equivalenti possono in taluni casi subire una variazione fino ad un massimo pari al 20% rispetto a quello originale (ovvero di marca).

[fonte: http://www.corriere.it/salute/12_agosto_16/ricetta-principio-attivo_68643e54-e776-11e1-99a7-5bcc98b17274.shtml]

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