Fotografa professionista senza braccia: Rusidah Badawi



Fotografa professionista indonesiana con mani e braccia amputate

Non è la prima volta che vi parliamo, in questo blog, di storie incredibili di persone affette da gravi disabilità ma che, nonostante tutto, lottano il più possibile per condurre una vita normale.

Abbiamo visto il caso del ragazzo senza braccia che suona benissimo utilizzando i piedi, e anche la donna che, priva di entrambe le braccia, è campionessa di fitness.





Oggi ci spostiamo invece in un contesto più difficile e degradato, in Indonesia.

Qui, nel villaggio di Botorejo, vive Rusidah Badawi, 44 anni, di professione fotografa. Fin qui nulla di strano, ma stiamo parlando di una donna che ha entrambi gli avambracci amputati, a seguito di un incidente d’auto avvenuto quando aveva appena 12 anni.

Rusidah si è poi diplomata nel liceo e ha seguito dei corsi di fotografia, ed è riuscita a coronare il suo sogno, ovvero diventare una fotografa professionista.

Lei stessa rivela che se non fosse stata per l’incidente, la sua vita avrebbe intrapreso un’altra strada, e probabilmente non sarebbe diventata fotografa, avrebbe dato priorità magari ad altre passioni.

Suo marito è convinto che Rusidah Badawi possa essere da esempio e da motivazione per altre persone nelle sue condizioni. Un’ispirazione per lottare e non rinunciare a vivere la vita in pienezza, senza scoraggiarsi e deprimersi.

D’altra parte lei considera la sua disabilità come una sfida. Anche tra enormi difficoltà (per fare le stesse cose  di una persona con mani e braccia, impiega un tempo 5 volte superiore), lei non ha mai rinunciato a perseguire il suo sogno.

La fotografa senza braccia guadagna tra 22 e 44 dollari al mese, e ogni foto che riesce a vendere le fa ricavare 70 centesimi di dollaro.

Ha iniziato la sua attività grazie ad una Pentax K1000, donata dalla sua insegnante di fotografia, con il pulsante di scatto modificato in modo da poter scattare più facilmente le foto.

Fino al 2010 ha usato ancora le vecchie pellicole analogiche, cioè i rullini, per fare il suo lavoro. Poi le sono state donate altre macchine digitali, come una Canon EOS 550D.

E’ partita con poco, senza nemmeno un’attrezzata adeguata, ma col tempo la sua attività è cresciuta e con essa la determinazione di Rusidah Badawi a superarsi sempre di più,  per mostrare ciò che le persone disabili possano realizzare.

 

Vediamo alcune foto di Rusidah.

 

 

 

Qui sotto c’è il video di Rusidah Badawi alle prese con le attività quotidiane e il suo lavoro di fotografa.

 

[fonte: http://tv.ibtimes.com]

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