E Mauro Pelosi anticipò anche nel giorno della tesi



Breve resoconto di una tesi ‘non vista’, esattamente un mese dopo
Arduo compito, raccontare una tesi non vista. Alla tesi di Mauro Pelosi, strano a dirsi, alla fine, infatti, non ho assistito.
Vegeta laureato
Ero lì, a Cassino, avevo preso, insieme a Salvatore, un altro collega, l’autobus delle nove, quello che normalmente è diretto, ma d’estate, quando gli studenti delle superiori si godono le beate vacanze, segue il percorso più lungo, fatto di innumerevoli curve, paesini e soste.
Un autobus che odio, quello. Ma ero lì lo stesso, unicamente per assistere ad una tesi programmata da settimane, praticamente da mesi.
Eppure alla fine me la sono persa, come uno stupido.
L’orario di inizio previsto dell’eloquio dello studente di Picinisco era per mezzogiorno, alle 10 e 40, invece, aveva già finito da un pezzo.
Quando arriviamo e lo troviamo, giacca e cravatta, fuori l’aula 2S1, la più grande del primo seminterrato, attorniato da amici e parenti, io e Salvatore quasi non credevamo ai nostri occhi.
Che peccato. Mauro ci saluta, alza le spalle, quasi si vuole addossare la colpa dell’imprevisto anticipo di programma.
”Noi del nuovo ordinamento dovevamo discutere le tesi dopo quelli del vecchio, poi hanno deciso di fare il contrario”.
Entriamo lo stesso nell’aula strapiena di spettatori, amici e parenti dei laureandi.
Non avevo mai assistito ad una tesi, e nonostante lo spiacevole episodio non volevo certo tornarmene subito a casa.
Un quarto d’ora di tempo in media a ciascuno per discutere la tesi, platea di prof. (che interverranno solo dopo, per qualche domanda all’esaminato) e spettatori di fronte, videoproiettore al lato, il tutto condito dai flash del fotografo ufficiale e dei parenti armati di macchinette digitali e video telefonini. Applauso, e poi una firmetta su di un foglio.
Questo è tutto. Insomma, nulla più di una ‘sceneggiata finale’ a coronamento di anni di duro studio e di applicazione. Colpi di scena a parte, ovvio. Tipo quello che è successo ad uno, che nel bel mezzo della discussione della sua tesi si è visto arrivare un camionista visibilmente irritato per i parcheggi selvaggi nella stradina a pochi metri lì vicino.
Per la cronaca il nostro  Mauro, preoccupatissimo per il voto nei minuti a ridosso della cerimonia finale di proclamazione dei laureati, ha avuto 102/110, dunque il massimo che poteva avere, considerando il punteggio iniziale di 94 e gli 8 aggiuntivi riservati alla tesi, di carattere non sperimentale, dal titolo: “Studio e progettazione di antenne stampate”. Campi elettromagnetici applicati, dunque, roba che mi fa rabbrividire al solo pensarci (sapete che tribolazioni ora che sto preparando l’esame di campi 1…).
A sorpresa, comunque, Mauro non è stato l’unico a laurearsi con due mesi d’anticipo. Della classe ’82 fra gli ammessi a sostenere la tesi c’era anche una graziosa ragazza, Maria Teresa R., che insieme a Mauro ha ricevuto una menzione speciale da parte del Preside Betta per la sua capacità nel portare a termine esami e tesi (anche la sua aveva come oggetto lo studio di antenne) in così breve tempo.
L’applauso è d’obbligo, bravi ad entrambi. E buone vacanze, ve le siete meritate.
P.S. Avrei voluto pubblicare delle foto ricordo della tesi-evento e anche un estratto della tesi stessa, ma le mie richieste dirette all’interessato  non hanno avuto ancora risposta.. Dove starà festeggiando? Alle Baleari?

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No, non me lo sono dimenticato di scrivere, il post sulla tesi di  Mauro Pelosi....

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