Calciomercato deludente: il calcio italiano è più debole?



calciomercato 2012-2013

Il calciomercato 2012-2013  fa discutere

Come mai nessuno poteva prevedere, quest’anno il calciomercato estivo ha lasciato l’amaro in bocca alle tifoserie delle squadre italiane più blasonate, inasprendo ancora di più  i rapporti di questi con le società che rispecchiano i propri valori.

Prendiamo ad esempio il Milan di Allegri, che in due mesi ha perso due giocatori fondamentali come Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, entrambi al Paris Saint Germain di Ancelotti, ritrovandosi scoperto nei due reparti fondamentali della difesa e dell’attacco. Tanti soldi in cassa, ma squadra completamente da rifare.





Inutilmente poi come tutti gli anni si cerca di rimpiazzare strategicamente con dei colpi all’ultimo minuto come quelli di Bojan Krkic, ex Barcellona, che arriva dalla Roma di Zeman, e che lotta per un posto da titolare nel nuovo e bizzarro 4-3-3 del Milan di Allegri, e quello di M’Baye Niang, diciottenne attaccante del Caen, che a detta di molti operatori di mercato è uno dei giovani più interessanti di quest’anno.

Che dire poi del Napoli di Mazzarri che in pochissimo tempo ha perso due giocatori di livello come Ezequiel Lavezzi e Walter Gargano, rispettivamente ora al PSG e all’Inter di Stramaccioni. Anche queste operazioni ovviamente per rimpinzare le casse della società e anche qui nessun investimento se non a livello prospettico. Il calcio sta cambiando? Sembra proprio di si. C’è chi pensa che le società più importanti stiano per mettersi definitivamente in regola con le nuove norme sul fair play finanziario per adeguarsi in un discorso pluriennale ed evitare complicate mosse dell’ultimo minuto.

Il problema non va però individuato nello schema microeconomico ma a livello macroeconomico. Se ci si vuole adeguare alle norme salva calcio di Platini, lo si deve fare in un discorso generale in cui venga ovviamente coinvolto e studiato il mantenimento del prestigio che il calcio italiano da anni ricopre in tutto il mondo.

Se si pensa poi all’eliminazione dell’Udinese ai preliminari di Champions League per una leggerezza ed un cucchiaio mancato dovuto all’inesperienza, questo potrebbe considerarsi il tocco finale di un anno per il calcio italiano non proprio iniziato col piglio giusto, specialmente per coloro che speravano in un terzo posto conquistato poi dall’Udinese a danno del Napoli e della Lazio.

GD Star Rating
loading...