Sistemi di telecomunicazioni, quella lavagna maledetta


Sfondato il tetto dei 140 crediti, ma è ancora un 26

il professor Stefano Buzzi

Strano fare l’orale alla lavagna. Riaffiorano alla mente tanti ricordi di interrogazioni dei tempi della scuola, più o meno sofferte, perché più esposto al silenzioso ludibrio dei presenti.
Sono stato sempre contrario alla spettacolarizzazione dell’esame, tipico delle prove alla lavagna, anche perché, nonostante mi sforzi di mantenere l’autocontrollo, prima o poi tendo a perderlo.
E alla fine non mi va granché bene, visti anche i precedenti.
La maledizione della lavagna sembra non vuole fermarsi, e benché studi e mi impegni al massimo, trovo sempre prof. scrupolosi e attenti al minimo dettaglio, e quindi avari di voti.
Non fa eccezione nemmeno il prof. Stefano Buzzi, (foto qui a fianco) docente di sistemi di telecomunicazioni, (secondo corso dopo trasmissione numerica 1 – 2° anno) ottimo nelle sue spiegazioni chiare e rapidissime (il corso era già finito venti giorni prima del termine previsto del quadrimestre), ma esigente (moltissimi rifiutano il voto e rifanno l’esame). Troppo.
Finalmente valico il muro dei 140 crediti, ma alla fine è un altro ventisei, il terzo di fila.
Peccato, un po’ perché il sogno di laurearmi con 105 di questo passo svanisce, un po’ perché stiamo parlando del corso più importante della laurea triennale: il programma è oceanico ma scorrevole, molto interessanti le nozioni sulle tecniche per le comunicazioni via satellite, tramite ponti radio, su rete telefonica (segnali telefonici e dati con adsl) e su fibre ottiche.
Alla fine si contano più di 350 pagine di appunti, definizioni e anche formule, ma il corso è di soli quattro crediti…
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