Reti & reti, un incredibile uno – due


Studio in tempi record e grandi soddisfazioni nei due corsi ‘discorsivi’, ma da non sottovalutare
Alla fine eccoci qua, di nuovo a Gaeta, finalmente, col mio desktop giunto ormai ai suoi ultimi giorni (tra un mesetto verrà soppiantato da un portatile  – a proposito, c’è qualcuno tra voi che cerca un desktop usato?), una settimana in anticipo sui tempi di chiusura della finestra di luglio degli esami, e con tre esami in saccoccia, e ancora quattro, difficili quattro esami prima della fatidica tesi.
Dei tre esami di luglio, due sono quasi gemelli: reti & reti, ovvero reti di calcolatori e reti di telecomunicazioni, esami quasi ‘gemelli’, con molti punti in comune.
Quattro crediti l’uno, cinque l’altro, nemmeno una formula, ma tutt’altro che facile.
Partiamo da quello sulla carta più semplice per via dei suoi quattro crediti, ovvero reti di calcolatori, ma che, strano a dirsi, si rivela il più insidioso, con 450 pagine di sigle, protocolli e algoritmi che davvero non si digeriscono certo in poco tempo.
Io ci ho messo una dozzina di giorni di duro studio, con tanto di tappi alle orecchie per non farmi distrarre dall’incessabile traffico di Corso della Repubblica, proprio sotto la finestra della mia camera, a Cassino.
Obiettivo del corso è la spiegazione dettagliata dei vari livelli della pila protocollare del tcp / ip, partendo dal livello applicazione, passando al livello trasporto al livello rete e a quello data link.
Uno studio più che interessante, facilitato dalle ottime spiegazioni del Kurose, (fortissima ‘l’analogia del cocktail’: i protocolli Aloha corrispondono, per analogia, ad uno zotico partecipante ad un cocktail party che continua a blaterare senza preoccuparsi del fatto che altri stanno parlando), con contenuti diametralmente opposti all’ammasso di formule senza senso dei corsi di campi elettromagnetici: sapere come funziona il protocollo http (che avete usato, per esempio, per raggiungere questa pagina web), sapere cos’è un ping, un indirizzo ip, un router, capire i problemi della congestione della rete, come collegare computer tra loro a formare una lan, sono solo alcuni dei concetti chiave di questo corso, concetti che a differenza di molte formule imparate meccanicamente a memoria, rimangono per sempre.

 
Unico neo, a parte la fretta, ingrediente che rende avvelenato anche il miglior piatto (e purtroppo onnipresente nello studio di ogni esame qui al nuovo ordinamento), è l’orario del corso, con le tre ore del venerdì, dalle 14 alle 17, a chiusura di una settimana di lezioni a dir poco massacrante.

il prof. Mario Molinara

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Buone le spiegazioni, via slides, del prof. Mario Molinara (foto a sinistra), anche se accelera un po’ troppo il ritmo sul finale, nell’ultima settimana.
L’esame è lungo, almeno un’ora e un quarto, in coppia con un altro studente. Domande separate, quando uno risponde, l’altro fa un esercizio: difficile concentrarsi (dovevo ricordarmi a memoria i vari campi nell’intestazione del segmento tcp), con il telefono dell’aula informatica sempre a squillare, e sarebbe stata una vera tragedia se non fosse per l’ottimo studio che avevo alle spalle. Qualche imprecisione, alla fine è 29 (e di 30 non è che ne metta molti, il prof.).
Episodio curioso, infine, al momento culminante della firma sul libretto: il prof. rimane imbambolato per un po’, poi mi dice: “Sei di Gaeta?”. Gli spiego che sì, vengo da lì, e per tre anni ho fatto avanti e indietro con l’autobus. “Un autobus? C’è un autobus da Gaeta?”.
Certo, strano che non lo sapesse, e soprattutto , come mi dirà di lì a poco, che non ha praticamente trovato nulla su Internet dell’argomento. Probabilmente voleva farsi un bel bagno a Gaeta, senza spendere molto. Alla fine gli ho dato anche gli orari dell’autobus….

Passiamo ora all’altro esame, quello di reti di telecomunicazioni. Tranquilli, non mi dilungherò molto, anche perché, come ho detto, c’è molto in comune con reti di calcolatori (che, a tal proposito, dall’anno prossimo sarà un corso facoltativo).
Qui la pila protocollare del tcp / ip (e dell’iso/osi) viene scorsa dal basso, partendo dal livello fisico, per poi andare al livello data link, e finendo al livello rete. Qualche formula in più rispetto al suo ‘gemello’, e soprattutto l’intero contenuto di esercitazioni di laboratorio, dedicate a Linux, il sistema operativo per eccellenza concorrente dell’arcinoto Windows.
il prof. Ciro D'Elia La versione utilizzata è quella Mephis (ricreata virtualmente con Vmware), anche se non ci ho capito granchè (la sonnolenza e la velocità estrema nelle spiegazioni del ‘tuttologo’ prof. Ciro D’Elia – foto a destra –   non mi fanno capire molto sui comandi utilizzati). Comunque è un buon avvio, per chi vuole continuare su questa strada: in autunno ci sarà l’appuntamento con il Linux Day, sempre con i già citati proff. Molinara e D’Elia.
Torniamo all’esame: pochissimi giorni per studiare (appena cinque giorni di distanza da reti di calcolatori), si fanno sentire al momento fatidico; devo completare un esercizio, praticamente sintetizzare un’intera esercitazione di laboratorio, quella più importante (in cui sono stato assente: ero al seggio a fare lo scrutatore per i referendum), in cui si testava la connessione, tramite ping, da un computer ‘virtuale’ Linux ad un altro, passando per i computer ‘reali’ Windows.
Comunque sia, grazie agli appunti e una piccola lezioncina che mi sono fatto dare qua e là (grazie anche all’impagabile Sgommino), sono riuscito a prendere un ottimo 28.
Video:

Ora rimangono quattro esami, i più duri, purtroppo (vedi lavagna nella colonna di sinistra, in fondo): a settembre chiederò la tesi (proprio o al prof. D’Elia – anche se in molti me lo sconsigliano – o al prof. Molinara) e… poi si vedrà…

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3 pensieri riguardo “Reti & reti, un incredibile uno – due

  • 24 luglio 2005 in 21:57
    Permalink

    x caso il pc da vendere monta un Athlon da 800 MHz??

    extrabyte

    Risposta
  • 25 luglio 2005 in 16:37
    Permalink

    quasi quasi compro il pc usato per installarci linux (il dual boot con winzozz è una scocciatura). Se mi mandi in mail i componenti hardware, lo farò valutare sui gruppi di discussione

    extrabyte

    Risposta
  • 25 luglio 2005 in 18:39
    Permalink

    Meglio, è un Athlon 2400+, con scheda madre asus a7v8x, e memoria 512 mega, case 400w.

    Poi ti farò avere la configurazione completa.

    Risposta

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