Poste a Cassino, che meraviglia!!!



Poste centrali di Cassino, ore 10.45 circa. Il postamat è fuori servizio, faccio un sospiro ed entro, mi toccherà la fila per prelevare 50 euro.
La scenetta che vedo consumarsi di fronte a me, una volta varcata la pesante porta d’ingresso, è al limite del tragicomico: davanti la macchinetta gialla dei numeretti, una piccola folla di pensionati che spintona, sbuffa. Dietro la macchinetta un improvvisato tecnico, che mette mano agli ingranaggi e di tanto in tanto dice ‘premete, vediamo se esce’. E dall’altra parte, zona bottoncini della macchinetta, una massaia cinquantenne che preme bottoni come una forsennata.
Non ci vuole tanto a capire che era terminato il rullo della carta termica su cui vengono stampati i numeretti di prenotazione, che da qualche anno a questa parte in tutti gli uffici postali evitano le fastidiose code in piedi.
Dalla parte della folla, qualche signora arrivata dopo di me urla alla cinquantenne che fa da capofila “signò, premete più forte, lei preme piano!!”. Dall’altra parte, mentre la signora quasi consuma i bottoni a forza di premerli nel disperato tentativo di fare uscire questi benedetti fogliettini, il ‘tecnico’, sudato in volto, gira e rivolta il rullo della carta, strappa un pezzetto, prova a inserirlo, dice alla signora di premere, niente da fare. “Sono lavori da fare la mattina presto, questi! Bisogna fare i controlli se la macchinetta funziona appena che aprite, non ora!!” sbraita qualche vecchietto.
La signora imperterrita preme, e preme ancora.
Poi la svolta, o quasi. I biglietti escono, ma sono completamente bianchi. Finalmente arriva un collega dello sfortunato impiegato, e in 20 secondi trova la soluzione al dilemma che ormai stava per diventare un caso da quotidiano locale: il rullo della carta era stato montato al contrario. Ora finalmente escono i bigliettini!! La folla assale la macchinetta: “c’ero io, no no, signò lei è arrivata dopo di me!!”. L’impiegato non fa in tempo a chiudere la macchinetta: “Fatemi finire, non mi assalite!!”.
Ma il problema non era terminato, aveva assunto semplicemente un’altra forma: i bigliettini ora sì, ad uscire uscivano, ma sopra c’era un inquietante scritta che informava della mancanza di collegamento col server. Insomma, i bigliettini uscivano senza i numeri.

Quasi esasperato, comincio a fare la fila, senza numero, ovviamente. Poi qualcuno grida al miracolo, che finalmente i bigliettini uscivano. Torno indietro e perdo la fila. Vado al Postamat: ancora fuori uso. Ritorno, mi rimetto in fila: finalmente il collegamento col server ritorna. La situazione torna alla normalità: ancora un tre quarti d’ora buona di fila e finalmente posso prelevare i miei 50 euro.
Greggio e Iacchetti avrebbero detto, sarcasticamente: “Poste di Cassino? Che meraviglia!!!”

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