Torino, protesta di 300 donne a seno nudo per salvare un ospedale



protesta donne torino

 Donne protestano in topless contro la chiusura del reparto di senologia dell’ospedale Valdese a Torino

Nel weekend in cui, soprattutto sui social network, si è provato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza cui le donne sono giornalmente sottoposte, a Torino un gruppo nutrito di rappresentanti del gentil sesso ha voluto mettere in scena una protesta forte e importante per cercare di salvare l’ospedale Valdese.

I tagli previsti dal piano sanitario della Regione Piemonte comporteranno la chiusura di uno dei reparti di senologia più rinomati in Italia, quello del ospedale Valdese di Torino. Nelle ultime settimane sono state tante le iniziative intraprese per cercare di salvare questo reparto, ma quella messa in atto lo scorso fine settimana è piuttosto singolare e significativa, perché ha coinvolto donne che all’ospedale in questione sono state curate con successo. Così rispondendo al motto “Mettiamoci le tette” almeno trecento donne, fra le quali molte madri e figlie, si sono infatti presentate davanti all’ospedale, si sono messe pazientemente in coda e in uno stand appositamente predisposto si sono fatte fotografare il seno nudo, con lo scopo di mettere insieme un reportage fotografico che verrà proiettato durante la prossima manifestazione del primo dicembre.

La speranza, secondo gli organizzatori, è che questa forma di protesta possa sensibilizzare i vertici regionali, anche fornendo la testimonianza visiva di molte donne che del Valdese sono state pazienti e che facendosi fotografare hanno messo in mostra anche i segni chirurgici delle loro operazioni. Il primario Roberto Dosio era presente alla iniziativa e ha sottolineato l’importanza di non chiudere un’ala importante dell’ospedale, che comporterà una riduzione del 70% dell’operatività, nonostante siano stati spesi recentemente 10 milioni di euro in opere di ristrutturazione; lavori che hanno portato il reparto a essere uno dei migliori a livello nazionale, anche nel supporto logistico ed emotivo al paziente. Salvare questa ala dell’ospedale diventa quindi fondamentale per continuare a offrire un servizio di alto livello, ma anche per evitare che il dirottamento dei pazienti mandi in crisi da sovraffollamento le altre strutture di Torino.

 

fonte:

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Video:

http://www.lastampa.it/2012/11/25/cronaca/contro-la-chiusura-del-valdese-in-trecento-a-seno-nudo-EXMFhb7Yt6Zt1oqQeobPjI/pagina.html

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