Calcolatori elettronici 2, quando un 28 può essere triste


Non sto impazzendo, né mi sto montando la testa, ragazzi.
Ma quando uno si appassiona nello studio di un determinato esame (cosa che mi capita molto, molto raramente, e solo con corsi di informatica o reti di telecomunicazioni) e arriva preparatissimo nel ‘momento del giudizio’, fino addirittura ad essere tranquillissimo, sicuro di sé, certo di prendere il massimo, e poi capita che il prof. ti fa quella domandina su un argomento che mai e poi mai avresti pensato chiedesse, o magari su quella mezza paginetta che hai saltato o ripassato malissimo, ti crolla un po’ il mondo addosso, e ritorni alla lucida realtà.
Allora pensi che è meglio come fanno certe persone, che magari ti dicono che hanno studiato poco e magari lo pensano davvero, e non è solo un modo per ingannare i colleghi, ma un modo per disilludere se stessi: se si ottiene effettivamente un ottimo voto, benissimo, se invece si va così così.. beh, lo si era previsto.
Per la cronaca, l’esame in questione è calcolatori elettronici 2, il docente è Francesco Tortorella (foto a fianco) già prof. del precedente modulo di calcolatori elettronici 1 ed esaminatore in fondamenti di informatica 1 e alfabetizzazione informatica nella laurea triennale.
Il corso, dedicato alla struttura del datapath del processore, le memorie, i bus, il sistema di input/output è completamente spiegato sulle slides, occorre un minimo di attenzione per segnarsi a fianco qualche dettaglio spiegato dal prof a lezione, ma nulla di particolarmente impegnativo per chi, come il sottoscritto, è maggiormente attratto dai corsi ‘poveri di formule’ e ricchi di concetti teorici. Eppure la sfiga (e oggi è pure 17!!!) , per così dire, mi perseguita: addirittura scena muta su una domanda e vari tentennamenti su un’altra, anche se mi sono rifatto comunque sulle altre. Un ventotto giustissimo (anche largo, se vogliamo) ma triste, anche se francamente arrivare a prendere trenta sarebbe stato una mezza impresa. Soprattutto nella soddisfazione post – esame.

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2 pensieri riguardo “Calcolatori elettronici 2, quando un 28 può essere triste

  • 19 settembre 2007 in 11:37
    Permalink

    Considerazioni tue a parte, vivissimi complimenti. Non è che un 28 sia da buttare. Pensa che è un esame in meno.Ciao e buon proseguimento.

    Risposta
  • 19 settembre 2007 in 16:19
    Permalink

    sicuramente. Il fatto è che sono fissato, e più che al voto nei primissimi minuti dopo l’esame penso e ripenso alle domande che il prof. mi ha fatto e alle risposte che (non) ho dato. Indipendentemente dal voto.

    Risposta

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