Teoria dell’informazione, quando il troppo rigore confonde


Corso intenso alla ‘vecchio ordinamento’, ingegneria allo stato puro
Chiedetelo, qui in facoltà, quale sia il corso più difficile o quantomeno il più lungo da studiare qui ad ingegneria delle telecomunicazioni, laurea specialistica.
In non pochi risponderanno teoria dell’informazione, il corso ‘emblema’ del ramo dell’ingegneria dell’informazione, con numerosi teoremi riguardanti, appunto, la trasmissione dell’informazione (non si fa mai riferimento a segnali o a modulazioni specifiche, a testimonianza della generalità e dell’universalità degli argomenti trattati).
M. LopsE in effetti è un peccato, perché un corso così importante, quanto specifico nella branca delle telecomunicazioni, dovrebbe essere definito ‘illuminante’, o quanto meno ‘rassicurante’.
Ma evidentemente influisce troppo il metodo, eccessivamente rigoroso, di spiegazione del docente, il prof. Marco Lops.
Barba incolta e cinismo alla Dottor house, erre moscia un po’ snob, occhialini e linguaggio forbito alla Paolo Bonolis e farcito di anglismi, il prof. (foto a fianco), docente anche di teoria dei fenomeni aleatori, molto competente (e apprezzato da molti per questo) e completo nelle spiegazioni, non riesce ad usare un linguaggio alla portata di tutti e quindi ad ‘ammorbidire’ un corso che di per sé è piuttosto complicato, alla ‘vecchio ordinamento’.
Lo sforzo di comprensione diventa al limite del sostenibile per molti studenti, come testimoniano i tanti registratori vocali presenti sulla cattedra. Solo dopo essere ritornati a casa e sbobinato la lezione, si riescono a capire (e sicuramente non senza sforzo) i non semplici passaggi matematici (non sono pochi i riferimenti a concetti di geometria studiati diversi anni prima).
Inutile aggiungere che mai mi è capitato di stare così per tanto tempo sui libri per poter studiare un esame prima di questo: tre mesi praticamente pieni, tempi, appunto, da esame da vecchio ordinamento. Tre mesi, grazie a Dio, ripagati da un ottimo 29 (domande: water filling, disuguaglianza di Kraft, disuguaglianza di Kraft estesa, teorema del trattamento dati, con una piccola sbavatura sul finale: “Con la trasformata di Fourier perdo informazione”?).
Ma è lo stesso docente ad ammettere, più volte, durante le lezioni, la complessità dell’esame e la lungaggine dei tempi di studio del corso (oggi, per la cronaca ero solo io a sostenere l’esame, cosa mai successa prima d’ora, fra tutti gli esami sostenuti nella ‘finestra’ immediatamente successiva il termine delle lezioni), seppur supportati dall’ottimo libro Cover, Thomas – Elements of Information Theory (in inglese):
si tratta di “un corso molto astratto perché è generico, è un corso estremamente ingegneristico. […] E’ un utile astrazione di cose concrete. [..] Fa capire veramente cosa si è fatto nei corsi precedenti. E’ un momento di sintesi, di approfondimento delle conoscenze passate.”.
Un corso esauriente, o meglio, se mi permettete la battuta, un corso da esaurimento. Nervoso, obvious.
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18 pensieri riguardo “Teoria dell’informazione, quando il troppo rigore confonde

  • 21 dicembre 2007 in 18:20
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    credevo fossi tu quello della foto:)

    Risposta
  • 21 dicembre 2007 in 19:16
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    …si deve studiare e basta…

    Risposta
  • 22 dicembre 2007 in 11:53
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    ah, il vecchio ordinamento, eh?!

    p.s. con la trasformata di Fourier si perde informazione?? da un punto di vista matematico, questa affermazione è un ORRORE

    Risposta
  • 22 dicembre 2007 in 12:25
    Permalink

    aspetta questa era una domanda…

    ‘Con la trasformata di fourier si perde informazione?’

    risposta:

    “no, perchè, la trasformata di Fourier è un’elaborazione invertibile, e in base al teorema del trattamento dati, non si perde informazione se e solo se l’elaborazione è invertibile”.

    Poi, matematicamente, lo è, non lo è, boh.. scusami eh, ma se ti rispondo ‘sti cazzi’, mica ti offendi? ;-)

    Risposta
  • 24 dicembre 2007 in 13:13
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    Caro dottor gallo,i complimenti nei tuoi confronti non hanno limiti.Sempre grande marramauro

    Risposta
  • 24 dicembre 2007 in 14:07
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    Grazie, Marramauro, sei sempre un grande. grazie e auguri di buone feste, e in bocca al lupo per i prossimi esami..

    Risposta
  • 11 gennaio 2008 in 14:56
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    Ma poi che direste se la semplificazione del linguaggio desse luogo ad una banalizzazione del pensiero? Chi scrive è un divertito doctor House, che per caso si è imbattuto in questo divertentissimo blog.

    Risposta
  • 11 gennaio 2008 in 21:30
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    Comunque, per rispondere al commento precedente,

    “la semplificazione del linguaggio desse luogo ad una banalizzazione del pensiero”

    è vero. E’ un rischio che secondo me va corso.

    E’ la stessa conseguenza negativa che si ha quando si tenta di spiegare una poesia: spiegando le metafore con un linguaggio troppo semplice si rischia di impoverire la poesia, di farle perdere la ‘magia’ che la caratterizza.

    Ma uno scrittore di libri didattici (o un prof.) NON è un poeta.

    Tra l’essere banale e comprensibile a ‘cani e porci’, e l’essere ‘dotto’ e poi creare delle difficoltà nella comprensione, io preferisco essere banale.

    L’ideale, forse, è essere nel mezzo: essere chiaro al punto giusto, a seconda dei destinatari del messaggio…

    Risposta
  • 23 luglio 2009 in 16:19
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    Beh secondo me ti sbagli su questo prof e anche di molto. E’ un grande Marco Lops, ci mette l’anima quando spiega e non mi sembra che parli con un linguaggio tanto complicato. Io ho seguito solo TFA con lui e spero, a Settembre, di riseguirci questo corso che fa cosi tanta paura ( a me neanche un poco, anzi non vedo l’ora). Per un appassionata di comunicazioni sentire Lops che spiega è MUSICA PER LE ORECCHIE!

    Risposta
  • 23 luglio 2009 in 20:33
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    Ciao Chiara,innanzitutto grazie per aver scritto il commento. Il prof. Lops ha non pochi sostenitori fra i suoi studenti per la sua cultura. Ma,come hai scritto tu stessa,tfa fa paura fra gli studenti.Secondo ne l’uso di un linguaggio più semplice,di un testo più semplice e con esercizi svolti aiuterebbe a non rendere così ‘pauroso’ questo esame.

    Risposta
  • 7 agosto 2009 in 12:34
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    Scusami mi sono espressa male. A me non ha fatto paura tfa e non mi farà paura neanche Teoria dell’Informazione…anzi non vedo l’ora di seguirla! Il “fa paura” era un “riassunto” della tua opinione in merito a questo esame… Vabbè comunque è normale avere opinioni differenti… Per me un Lops che insegna Teoria dell’Informazione è il massimo… Per te qual’è la coppia vincente?

    Risposta

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