Sciusci Gaeta, è morto Nino Cocchetto, il re del folklore gaetano di fine anno



nino cocchetto

Morto Nino Granata detto Nino Cocchetto,  il re dello sciuscio, tradizione folkloristica del 31 dicembre a Gaeta

Se dovessi sintetizzare le cose belle e note di Gaeta, la mia città, in poche parole, utilizzerei termini stereotipati ma genuini come la famosa oliva gaetana (buonissima e carnosa, ha origini nelle campagne di una città vicina ma meno conosciuta, Itri), le bellissime spiagge (Serapo, ma non solo, in totale sono sette), l’ex carcere borbonico arroccato sulla parte medievale della città.

E ancora i vicoli caratteristici di via Indipendenza, con i suoi bassi a più piani, un tempo case per contadini (sotto c’era l’asino, sopra viveva il padrone), ristrutturate e amatissime da campani che sempre più vi prendono residenza.

E come non ricordare la tiella, più di una semplice pizza rustica ripiena, un piatto unico secolare che rievoca i tempi in cui i naviganti partivano per il mare, stando mesi fuori di casa.

Ultimo, ma non certo per importanza, è lo sciuscio. E’ la massima espressione della tradizione folkloristica gaetana, una cantata augurale di fine anno, che gruppi di giovani fanno per le case dei gaetani, ricevendo in cambio un offerta a piacere.

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Note allegre risuonano nell’aria di San Silvestro, tra strumenti caratteristici come l’urzo, la rattacasa e il martello, e altri invece più moderni, tastiere e trombe.

Quello di quest’anno sarà però uno sciuscio diverso dal solito, un po’ triste e sottotono, perchè per la prima volta da anni, mancherà il personaggio che più di tutti lo ha rappresentato.

E’ infatti morto Nino Granata, detto Cocchetto. Non a caso lo chiamavano il re dello sciuscio gaetano, che ogni anno reinventava dandogli un’espressione personale, inserendo tematiche e testi legati alla storia di Gaeta.

 


Tutti in città, (e quando dico tutti dico tutti), lo conoscevano, lo avevano visto almeno una volta per le strade di via Indipendenza il 31 dicembre e si erano fermati ad ascoltarlo e vederlo interpretare l’arte dello Sciuscio con la S maiuscola, quello che lui stesso definiva ‘semplice, saporito e cortese’, mettendoci tutto se stesso.

In queste ore su Twitter e Facebook sono numerosi gli utenti che ricordano Nino, “un bravo giocatore del Gaeta, un buon fotografo, un’ottimo organizzatore di eventi”, oltre che il re dello sciuscio, la tradizione fatta persona.

Noi vogliamo ricordarlo così, riproponendo un’intervista al mitico Nino Cocchetto di qualche anno fa, in cui ricorda l’anima e le origini delle sciusciate di Gaeta.

 

 

Le reazioni sul web alla morte di Nino Cocchetto (aggiornamento)

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=101211

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=503142349708040&id=108378415851104

http://www.ludik.it/2012/12/19/cocchetto/

Qui sotto il video dei funerali, ripresi dalla telecamerina di Antonio Ciano, con lo sciuscio finale, il più commovente mai suonato a Gaeta.

 http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=101252

In occasione del festival degli sciusci ‘calanne’ il presentatore Mauro Di Nitto ricorda Nino Granata:

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