Crittografia e sicurezza delle reti, quando la memoria fa la differenza



Corso interessante e moderno, ma ricco di contrattempi. Troppi gli schemi da memorizzare
E anche il primo corso a scelta della laurea specialistica è oramai alle spalle: si tratta di crittografia e sicurezza delle reti, (nuovo nome per il vecchio corso di ‘codifica e crittografia’).
il prof. Stefano BuzziIl corso, tenuto dal prof. Stefano Buzzi (foto a fianco) già ordinario di sistemi di telecomunicazioni, trasmissione numerica 1 e sistemi radiomobili, tratta le caratteristiche dei principali algoritmi di crittografia, sia a chiave segreta che a chiave pubblica
Capire più da vicino come viene implementata la sicurezza e l’autenticazione nelle comunicazioni di ieri e di oggi, da Cesare ai giorni nostri è sicuramente interessante, ma non basta la semplice curiosità per appassionarsi alle tematiche affrontate.
Occorre, infatti, una buona dose di memoria per assimilare i vari gli schemi studiati, (dal DES, all’RSA, dal Blowfish all’AES fino ad arrivare agli algoritmi per la generazione degli hash come l’MD5 e l’SHA), come si può evincere dalla grosse mole di slides del corso, ben 573 (le slides sono scaricabili seguendo il link a fine post), e, soprattutto con i risicati tempi del nuovo ordinamento, si rischia di non prepararsi adeguatamente ed in tempo per l’esame.
Un grandissimo plauso, infine, va sicuramente ai seminari organizzati durante il corso (tre in programma: uno sul RFID e sulle pay TV, un altro sulla generazione di numeri casuali e pseudocasuali tenuta dal prof. di Analisi, Corbo Esposito, e un altro sul LDAP organizzato dal Casi), che avrebbero meritato una maggior partecipazione degli studenti: troppo poco numerosa, la platea degli spettatori,a causa dell’orario scelto (il venerdì dalle 14 alle 16, ovvero proprio al termine della settimana, quando la stanchezza si fa maggiormente sentire).
Troppi, infine, i contrattempi avvenuti (l’autocisterna sull’autostrada e la fuga di gas a Cassino), che hanno di fatto slittare il termine del corso dal programmato (o meglio, promesso) 29 febbraio al 14 marzo.
Insomma, credo che basta poco (un minimo di organizzazione in più) per poter rendere il corso interessante come e anzi più di quanto le aspettative (e il nome stesso del corso) suggeriscono.
Per la cronaca, il sottoscritto, dopo un assiduo studio (praticamente mi studiavo le slides ancora prima che il prof. le spiegasse), porta a casa, dopo un orale nell’affollatissima aula 1N5, un ottimo 30. 

Sul mio sito, www.riccardogalletti.com/appunti_gratis/, sezione Telecomunicazioni, è possibile scaricare gratuitamente le slides del corso, in versione integrale (comprensive dell’ultima parte sul Wep e la crittografia su reti wireless).

Alcuni link interessanti per approfondire:
– Varie tesi su AES (Advanced Encryption Standard), tesi su test di primalità e tesi dedicate crittografia basata su curve ellittiche;
Slides in inglese dal seminario di Ian Goldberg sull’insicurezza dell’802.11 (cioè l’insicurezza delle comunicazioni su reti wireless);
Animazione flash su come funziona l’algoritmo Rijndael alla base dell’Aes;





5 ebook in italiano sulla sicurezza (in particolare in questo, di Andrea Pasquinucci, si può fare un buon ripasso in poche pagine delle tematiche del corso di crittografia).

Senza dimenticare, ovviamente, quella che è considerata la ‘bibbia’ della crittografia: “Handbook of Applied Cryptography”, di Alfred J. Menezes, Paul C. van Oorschot e Scott A. Vanstone.

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