Il turismo macabro: i viaggi nei luoghi di morte


 dark tourismTurismo in luoghi dove sono avvenuti uccisioni, stragi, incidenti: perchè la gente viaggia nei luoghi di morte?

Personalmente, studiando e lavorando nel settore turistico ne ho viste e sentite di tutti i colori, ma scoprire che esistono agenzie di viaggio che vendono viaggi macabri, in luoghi dove sono avvenuti omicidi e altri fatti di cronaca nera.

Il turismo macabro ha origini lontanissime, cominciate dal Medioevo, quando tutta la città si riuniva per assistere alle esecuzioni, in quanto da sempre l’uomo è attratto dalla morte, che sia violenta o meno. In realtà, il concetto di Dark Tourism è molto ampio, perché comprende i luoghi che hanno anche una connotazione storica o che hanno segnato il passaggio d’epoca, come il Colosseo, le Piramidi, Auschwitz o la Risiera di San Sabba (TS), oppure ci sono luoghi turistici, come musei, i quali hanno aperto un’area apposita (esempio eclatante: Madame Tussaud). Infine, ci sono i posti dove avvengono crimini efferati o incidenti mortali, come Cogne, Avetrana, l’Isola del Giglio e Lignano Sabbiadoro quest’estate.

Sorprendentemente, la domanda per questo tipo di viaggi è molto alta, merito (o colpa) dei media, i quali si soffermano troppo sui casi eclatanti di cronaca nera o sui disastri, destando la curiosità di certi soggetti, magari nascondendosi dietro la solidarietà: molto spesso si celano dietro missioni di solidarietà o progetti di assistenza nelle zone in cui si è verificata una catastrofe o un disastro naturale: non sorprenderebbe affatto se L’Aquila o Finale Emilia diventassero meta di questo tipo di pellegrinaggi.

Ci sono pareri discordanti sul tipo di mete e sulla definizione esatta di questa categoria di viaggi turistici. I campi di concentramento, le foibe, la Casa di Anne Frank, la Tomba di Jim Morrison o il Colosseo vengono classificati come mete per il turismo macabro, in quanto rappresentano luoghi di morte e sofferenza.

E’ veramente inquietante che ci siano persone disposte a farsi ore e di ore di viaggio, portando le loro famiglie e quindi anche bambini piccoli, per vedere il pozzo dove è stata gettato una persona, o una villetta in mezzo alle montagne dove ha perso la vita un bambino, oppure la casa dove due persone sono sati rinchiuse in bagno, torturate per ore e sgozzate con brutalità estrema.

Si può comprendere il bisogno umano di provare sensazioni forti, per questo esistono parchi a tema, come Stalin World in Lituania. In pratica ci sono statue di Lenin e Stalin dappertutto, oltre a testimonianze ei Gulag sovietici, attrazioni turistiche per bambini e adulti e un ristorante; insomma, tutti i comfort per gli amanti del genere.

Per approfondire:

tesi di laurea “il turismo nero: un lato oscuro del viaggiare

http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/1739/834732-1163317.pdf?sequence=2

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