Berlusconi: “Le tangenti sono necessarie alle aziende per sopravvivere”



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Dichiarazioni shock di Berlusconi in tv ad Agorà, le mazzette sono commissioni necessarie

A poco più di una settimana dalle elezioni 2013 fanno discutere le ultime parole di Silvio Berlusconi, che intervenendo alla trasmissione “Agorà” sui Rai 3 ha di fatto giustificato l’utilizzo della tangente per le grandi imprese.

L’intervento dell’ex premier non è ovviamente passato inosservato, anche perché giunto in un periodo di scandali societari importanti, che hanno coinvolto società come Finmeccanica e Monte dei Paschi di Siena, nonché di alcuni arresti eccellenti, fra cui quelli del finanziere Alessandro Proto, Angelo Rizzoli, Gian Luca Baldassarri, Giuseppe Orsi e il presidente del Cagliari Cellino.

 


 

Le parole di Silvio Berlusconi sono arrivate proprio a commento dei recenti avvenimenti che hanno coinvolto Finmeccanica e ai più hanno dato l’impressione che l’ex premier abbia voluto giustificare la pratica delle tangenti. Berlusconi, infatti, ha asserito che quando un grande gruppo deve trattare un accordo commerciale con regimi del terzo mondo deve sostanzialmente adeguarsi, essendo le mazzette una sorta di commissioni dovute in paesi dove non esiste democrazia e diventa necessario adeguarsi alle condizioni imposte. Questa è la realtà globale del mondo, ha continuato Berlusconi, e negarlo significa fare moralismo da sepolcri imbiancati.

 

Nonostante nelle ultime ore abbia tentato una retromarcia, sostenendo che le tangenti sono un reato e come tale vanno punite, le parole di Berlusconi hanno provocato l’ennesima ondata di reazioni, a partire dall’Associazione nazionale magistrati, che ha definito inaccettabili le dichiarazioni dell’ex premier.

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Inevitabili anche le risposte da parte dei rivali politici, fra cui quella di Antonio Ingroia, che ha definito il Cavaliere un imputato che assolve e si autoassolve, quella di Gianfranco Fini, che ironicamente ha parlato di una confessione da parte di Berlusconi, e quella dell’ex magistrato Antonio di Pietro, il quale ha dichiarato che ai tempi di “Mani Pulite” quelle che Berlusconi chiama commissioni erano chiamate mazzette e costituivano il corpo del reato.

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