Crisi, a Lodi e Bergamo disoccupati che diventano criminali e fanno rapine e truffe



disoccupati criminali

La crisi spinge a gesti assurdi, e così ex lavoratori licenziati possono compiere reati come rapine e truffe

La crisi economica che affligge da qualche anno il nostro paese non ha avuto il solo effetto di abbassare il tenore di vita degli italiani, costretti a tirare la cinghia e a tagliare le spese, ma in alcuni casi anche quello di trasformare in criminali improvvisati dei semplici cittadini. In alcuni casi chi ha perso il lavoro o non riesce a far andare avanti la propria ditta decide di togliersi la vita, ma in altri casi si può assistere a esplosioni di follia, come successo a Perugia qualche giorno fa, dove un  imprenditore, prima di suicidarsi, ha ucciso due impiegate della Regione Umbria.

 


Dalla Lombardia arrivano due storie che raccontano di come un semplice lavoratore possa trasformarsi in un criminale, quando viene licenziato, vuoi per la necessità di sopravvivere, o anche solo per vendetta. A Lodi un ex direttore di un supermercato, licenziato a causa della crisi, ha coinvolto il suocero, anch’egli esodato, in una rapina ai danni dell’attuale direttore, il quale si è visto puntare una pistola al volto e derubare di 5mila euro, mentre si dirigeva in banca a versare l’incasso di una giornata. I due rapinatori, chiaramente improvvisati, sono stati individuati e arrestati grazie alla targa della macchina usata per il furto.

La seconda storia arriva da Bergamo è ha come vittime due anziani, i quali sono stati truffati e derubati da due ex tecnici di una ditta bresciana, fallita a fine 2012, che installava rilevatori di gas. I due giovani, 30 e 32 anni, avevano conservato le tute da lavoro e con la scusa di un controllo si sono intrufolati nell’abitazione dei due coniugi. Mentre uno dei due fingeva di verificare la funzionalità del rilevatore installato dalla loro vecchia azienda, l’altro riusciva a rubare contanti e gioielli, ma al momento di dover pagare l’intervento l’anziano marito si è insospettito e mentre i due ex tecnici si davano alla fuga prendeva nota della targa della loro auto, utile poi ai carabinieri a rintracciare e arrestare i due truffatori.

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