Le date di scadenza e la conservazione dei cibi



conservazione cibo

Come conservare correttamente i cibi nel frigorifero e il significato delle date di scadenza (differenza tra ‘preferibilmente entro’ e ‘entro’)

Alzi la mano a chi non è mai capitato di avere voglia di mangiare qualcosa e scoprire che il cibo in questione aveva superato la data di scadenza, anche se di poco. E’ difficile capire se il mangiare in questione si a da mangiare o da buttare, o c’è un metodo facile per capire se il cibo è ancora buono da ingerire e non letale?

Prima di ogni cosa, è bene sapere che ci sono due tipologie di scadenze:

la “consumare entro (e non oltre) il”. E’ quella più precisa, perché indica il giorno, mese e anno  esatto (e alcuni anche l’ora) oltre il quale il cibo diventa immangiabile. Si trova in prodotti facilmente deperibili (per esempio il latte, il formaggio fresco, le uova e tutti gli alimenti freschi in genere). Se si dimenticano in frigo dopo tanto tempo oltre la data di scadenza e vengono ingeriti, possono provocare problemi gastrointestinali e intossicazione da salmonella. Meglio quindi consumare le uova entro la data indicata, mentre per gli altri cibi, come il latte, entro massimo due o tre giorni dopo (facendolo bollire).

La seconda tipologia è “da consumarsi preferibilmente entro il”. La data contiene mese e anno, oppure solo l’anno. Ci si riferisce a questo termine per avvertire il consumatore che il cibo in questione inizia a perdere alcune caratteristiche, cambiando colore e sapore in maniera progressiva. Gli alimenti, se ben conservati, possono essere mangiati anche molto oltre la data di scadenza.

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Per rispondere alla domanda, dobbiamo affidarci ai nostri sensi e all’istinto. Intanto, bisogna conservare correttamente il cibo.

La prima tipologia può esser consumata entro pochi giorni dopo la data di scadenza, mentre la seconda anche dei mesi (come olio, cibo in scatola, cioccolata e cracker, per esempio).

 

Conservare correttamente il cibo è il primo passo per evitare di sprecarlo. Evitare di comprare cibi surgelati che presentino grumi (basta tastare la busta), alimenti da conservare in freezer o frigo che al supermercato si trovano in disordine e controllare sempre che le  confezioni siano integre.

Bisogna inoltre leggere bene le etichette e sviluppare un metodo per essere in grado di consumare gli alimenti in base alla data di scadenza. Ecco perché è importante leggere le etichette: per sapere come conservare l’alimento in questione.

Ha importanza anche la zona del frigo dove si pongono gli alimenti: di solito nel cestello in basso si mettono frutta e verdura fresca; salendo, nel primo ripiano si metteranno i pasti precotti, oltre a carne e pesce; latticini, cibi cotti, salumi, dolci e altri prodotti da conservare in frigo dopo l’apertura, nei piani intermedi; uova, marmellata e formaggi stagionali nell’ultimo ripiano e infine i succhi, il latte e le bevande, negli appositi spazi nello sportello. Si deve pensare che il freddo scende, diversamente dal calore: il ripiano più alto sarà quello più caldo, mentre quello più freddo sarà il ripiano in basso.

Lo sportello del frigo è soggetto a repentini scambi di temperatura, visto che si apre e si chiude, quindi se si vogliono conservare le uova è bene mettere all’interno del frigo e non nell’apposito comparto. Ovviamente, per capire se un cibo è andato a male basta osservare il colore, sentire l’odore e capire se ha uno strano sapore. Se ha almeno due di questi requisiti, meglio buttarlo.

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