Allergia alle onde elettromagnetiche: Asl paga le cure all’estero



allergia cellulari

La storia di Maria Grazia Murru, donna affetta da una malattia rara, la sensibilità chimica multipla, l’allergia a cellulari e campi elettromagnetici:  l’Asl paga 27 mila euro di cure all’estero

Abituati e assuefatti come siamo all’utilizzo di televisori, computer e telefoni cellulari si può faticare a comprendere una patologia che ne impedisca l’utilizzo, ma l’elettro-sensibilità è una malattia certificata che rende impossibile vivere dove ci sono onde elettromagnetiche e che può rendere l’esistenza un inferno, soprattutto se associata a un’altra patologia poco diffusa come la Sensibilità chimica multipla (detta Mcs), che impedisce altresì di vivere a contatto con qualsivoglia sostanza chimica, come può essere anche solo un profumo o un detersivo.

 


Maria Grazia Murru, 49enne sarda di Serramanna, ha cercato di capire per sei anni quale fosse l’origine dei suoi continui malesseri, fino a quando, un anno fa, al policlinico Umberto I di Roma le è stata diagnosticata la Mcs con elettro-sensibilità, una patologia invalidante e progressiva, il cui ultimo stadio comporta danni organici irreversibili. Per la donna comincia una battaglia con l’Asl 6 di Sanluri perché la malattia in questione non è riconosciuta dal nostro sistema sanitario e in Italia non vi sono strutture adeguate per curarla. L’unica speranza di Maria Grazia è una struttura specializzata poco lontana da Londra, il Breackspear Medical Group, dove per essere ricoverati per una cura disintossicante è necessaria una cifra vicino ai trentamila euro, che la donna ha chiesto all’Asl, vedendosi rifiutata la domanda.

Nel ricorso presentato il legale ha spiegato quanto questa malattia possa essere invalidante e come per la donna non vi siano alternative, se non la struttura britannica. Il tribunale di Cagliari ha quindi accolto la richiesta della Murru, obbligando l’Asl di Salluri ad anticipare i 27mila euro richiesti, che comprendono le spese di viaggio, quelle per il ricovero e la cura disintossicante, nonché tutti i costi sostenuti da un accompagnatore.

Fonte:

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Allergica ai telefoni, la Asl deve pagare le cure – ilsecoloxix

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