La Bora, il magazzino dei Venti e il museo Sveviano: itinerario a Trieste alla scoperta del famoso vento triestino



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Cosa vedere a Trieste, sulle ali della Bora, il vento che può arrivare a 150 km/h

Se si pensa a Trieste, si pensa al Caffè Illy, alla Piazza Unità, al Porto, al Castello di Miramare e alla Risiera di San Sabba. Arrivati a  Trieste, si viene travolti dall’immancabile Bora, la quale arriva puntuale in inverno, soffiando a più di 150 km/h.

Ormai la Bora è entrata nella cultura dei triestini, tanto che esistono tre vie preferite dalla Bora ( Via della Bora, Via Molino a Vento e Via del Vento) quindi perché non seguire un itinerario per conoscere meglio questo vento e i musei nascosti di Trieste?

Si inizia dal Magazzino dei Venti, creato dal nulla grazie a una associazione, la quale ha come obiettivo di rendere questo e gli altri venti delle attrazioni turistiche.

In passato, furono loro a “inscatolare” e vendere i barattoli di Bora ai turisti.  Attualmente, questa struttura di 60 mq è strutturata in una prima parte, dove si possono trovare libri, riviste e materiale multimediale, tutto incentrato sul vento, un’area dedicata all’archivio del Prof. Silvio Polli, un importante scienziato.

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La collezione ha dei materiali sulla Bora, raccolti sin dagli anni ’50, come degli appunti, delle cartoline, dati scientifici. Lasciata l’area scientifica, ecco la parte più divertente e ludica: una collezione di oggetti che interagiscono col vento, come segnavento, girandole, le corde che una volta i triestini utilizzavano per camminare durante la Bora Scura (quando piove o nevica), i cappelli eolici dei camini la pistola sparavento e tanti altri oggetti. infine, la collezione dei Venti del Mondo, rigorosamente imbottigliati o invasati e etichettati, per permettere all’osservatore di capire la provenienza e l’origine del vento. Visibile su appuntamento, chiamando l’apposito numero o mandando una mail.

La Bora, in questi anni, ha soffiato e ispirato famosi letterati, come Italo Svevo, nella sua opera Senilità. Nato a Trieste, fu uno dei più grandi drammaturghi e romanzieri italiani. Al Museo Sveviano, una esposizione permanente sita in uno studio al secondo piano di una palazzina, comprende una miriade di fotografie, provenienti dall’album di famiglia, utili per ricostruire una cronostoria della vita dello scrittore, in mezzo agli affetti e agli oggetti preferiti, come al sua penna d’oro, i libri e i suo violino. Anche in questo caso, è consigliabile prendere appuntamento.

Svevo, senza ombra di dubbio, avrà visitato il Carso, l’altopiano di roccia calcarea presente nel Nord Est d’Italia, in Slovenia e in Croazia.

A 15 km da Trieste, esiste un museo della Casa Carsica risalente a 200 anni fa, anche se è stata ristrutturata negli anni ’70 e arredata con mobili e oggetti del XIX secolo, recuperati presso gli abitanti dei dintorni. In cantina e nel granaio sono ancora presenti gli antichi utensili contadini, utili per capire la vita nei campi in tempi antichi. Ad agosto degli anni dispari, si tengono le nozze Carsiche, cioè una manifestazione che dura 5 giorni. Consiste nella fedele rappresentazione delle nozze tradizionali in costume d’epoca. L’entrata è gratuita; domenica e festivi dalle 10 alle 11.30 e dalle 15 alle 17, mentre durante la settimana su appuntamento.

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