Telefree bannato da Adsense? Aggiornamento: situazione ritornata alla normalità



Sul portale Telefree è mistero per la scomparsa dei banner Adsense. E’ forse colpa delle foto osè?

telefree adsense

E’ uno dei portali informativi più noti e visitati di tutto il sud pontino, da Terracina a Scauri.

Stiamo parlando di Telefree.it. Noi di Immenso blog abbiamo spesso (soprattutto nel passato) parlato di notizie locali di questa zona d’Italia, la parte meridionale del Lazio che si affaccia sul Mar Mediterraneo, citando ovviamente le news riportate appunto da Telefree (basta vedere il tag cloud nella colonna di destra di questo blog, ovvero la ‘nuvola’ di parole chiave: il tag telefree è abbastanza corposo).

La notizia, piuttosto ‘tecnica’ che è passata inosservata agli occhi di molti utenti di quel portale (ma non al sottoscritto, ovviamente) è che Telefree, in tutta probabilità, ha subito un ban da Adsense.

Che cos’è Adsense

Ricordo, a chi non lo sapesse, che Google Adsense è un ottimo metodo a disposizione per chi ha un sito web di monetizzare il flusso dei visitatori, cioè guadagnare ad ogni click sui banner (testuali o grafici), che sono contestuali, cioè si adattano al contenuto della pagina. Se in altre parole abbiamo un sito in cui parliamo di automobili, compariranno annunci Adsense relativi a concessionari di auto, vendite, riparazioni di macchine, accessori per automobili. Su una pagina di un blog in cui si parla di smartphone Android, è molto probabile che compariranno annunci relativi a cellulari, e così via.

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Ciò che viene guadagnato (il cosiddetto CPC) non è fisso, ma dipende da quanto l’inserzionista (che paga Google tramite Adwords) ha speso. Il CPC dipende soprattutto dalla concorrenza (più una tematica, o meglio una keyword è concorrenziale, e più salirà il CPC. Gli annunci Adsense che fanno guadagnare di più sono quelli relativi a temi finanziari, come il forex, i prestiti, i mutui per la casa, ecc.), più da altri fattori di qualità (come il contenuto della pagina di destinazione, cioè quella dell’inserzionista).

Chiusa questa breve parentesi su cos’è Adsense, torniamo a bomba. Telefree è stato escluso da Google Adsense?

I banner Adsense presenti in alto (dimensione 728×90) e quello in fondo ad ogni articolo (336×20 pixel) da qualche giorno non appaiono più.

Ho verificato con la Google Adsense Sandbox, che è il metodo con il quale si può capire se un sito è stato bannato da Adsense e inserendo www.telefree.it appare una pagina priva di banner.

Alcuni possibili motivi del ban Adsense

Ma come mai è avvenuta questa cosa? Noi di Immenso blog, con un pizzico di curiosità, abbiamo voluto indagare su questo (per il momento solo presunto, nulla è stato ufficializzato) ban di Telefree dal circuito Adsense.

Si può essere bannati da Adsense per una miriade di ragioni specifiche, ma nella maggior parte dei casi si tratta o di click fraudolenti, oppure di violazioni del regolamento Adsense.

Escludendo a priori che su un portale così tanto visitato (svariate migliaia di visitatori unici giornalieri) ci possano essere dei click provenienti dagli stessi IP, c’è da supporre che ci siano state delle penalizzazioni per non rispetto del rigidissimo regolamento Adsense.

In particolare, non è possibile mostrare i banner Adsense in contenuti per adulti (vedi ‘norme relative ai contenuti’ dalla pagina del regolamento Adsense). E per ‘contenuti per adulti’ Google è molto restrittivo: già pubblicare foto di ragazze in bikini potrebbe essere a rischio ban.

Un algoritmo verifica, per ogni foto pubblicata su una pagina in cui sono pubblicati gli annunci Adsense, non solo la presenza di testo ‘ a rischio’ (esempio parolacce: qualche tempo fa mi arrivò un’email Google con richiesta di eliminare o modificare questo articolo, in cui avevo inizialmente scritto per esteso la parolaccia, appunto) ma anche se ci sono foto con nudità (anche un paio di cosce in primo piano NON va bene).

 


E su Telefree, i contenuti a rischio ban Adsense ci sono, e non sono pochi: in ultimo c’è una pagina in cui si parla del fenomeno del naturismo sulla spiaggia dell’Arenauta di Gaeta (quella dei 300 scalini, tanto per intenderci), con una foto di ragazze come mamma le ha fatte, con i lati b in bella mostra. E non ci stupiamo che proprio la bella e attraente foto in miniatura (che compare anche in home page) abbia attirato tante visite, tanto da rendere il suddetto articolo come il più visitato della settimana.

Proseguendo la visita, ci sono molti altri articoli che sono a notevole rischio ban di Adsense, proprio per le foto a corredo del testo, che in molti casi sfocia in veri e propri topless (basta dare un’occhiata qui). Insomma, si sa che foto osè attirano parecchio, ma il regolamento Adsense è inflessibile.

Insomma, a questo punto dobbiamo affermare che il ban, laddove ci sia stato per i suddetti motivi, sia sacrosanto.

Ma a questo punto, come fanno i gestori del portale a mandare avanti ‘la baracca’?

Un sito con tutte quelle visite ha i suoi costi: basti pensare all’hosting e allo staff che si deve occupare della moderazione dei commenti (telefree è parecchio commentato, e non di rado occorre estirpare flame in discussioni di carattere politico) e alla scrittura e all’inserimento degli articoli.

L’obbligo della partita iva per gli Adsense

Innanzitutto c’è da dire che il ban per violazioni del regolamento di Adsense è, in molti casi, cancellabile, inviando un ricorso dopo aver corretto TUTTE le violazioni.

E comunque sia, gli Adsense rappresentano solo una parte degli introiti legati al portale: basti vedere la vendita di banner nelle colonne laterali (che fruttano parecchio, soprattutto in prossimità di elezioni comunali e provinciali, in cui molti candidati sindaco e consiglieri comprano, per un periodo limitato, un bannerino per avere maggiore visibilità sul folto pubblico di utenti, molti dei quali appunto elettori nelle città in cui si candidano).

Insomma, stiamo parlando di una vera e propria attività imprenditoriale: già solo l’esposizione di Adsense richiede obbligatoriamente, per essere in regola con il fisco, l’attivazione di una partita iva e l’iscrizione alla camera di commercio, anche se molti non sono d’accordo su questo e lasciano una valutazione caso per caso.

Tanto per citare altri esempi di portali di news del Basso Lazio, come H24notizie.com e Minturnet.it (c’è da dire che mentre Telefree è fondamentalmente aggregatore di news – la maggior parte dei testi sono copiate da altre fonti – H24notizie e Minturnet sono invece portali informativi indipendenti, che creano quotidianamente articoli originali), hanno provveduto in tal senso, mostrando in basso nell’home page la partita iva.

Un obbligo di legge, quella dell’indicazione della partita iva in home page, a cui Telefree, pur avendo, come detto, da svariati anni attività imprenditoriale con evidenti guadagni, non ha ottemperato.

Da attenti e affezionati lettori di Telefree da lungo corso, ci auguriamo che questa nuova visibilità legata al temporaneo (e sottolineiamo, presunto) ban da Adsense spinga i gestori di uno dei siti più visitati del Basso Lazio a mettersi in regola. Con Google e con il fisco.

 

AGGIORNAMENTO 4 SETTEMBRE 2013:  dopo due mesi la situazione è ritornata alla normalità, su Telefree sono riapparsi i banner Adsense. Il motivo del ban, è stato, con grande probabilità, proprio la presenza dei contenuti esplici della Hot Zone, che ora è completamente vuota.

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