Bamboccioni dopo i 18 anni? Cari vecchi, non siamo negli anni '60



‘Cari vecchi, non siamo nei vostri anni ’60’. Vorrei tanto rispondere così ai vari Padoa Schioppa e Brunetta, quando si permettono di etichettare gli studenti universitari usciti fuori corso col termine di ‘bamboccioni’.
Loro, i vecchi che tanto amano mettersi sul palco a far comizi e giudicare i giovani d’oggi, sono abituati ai loro tempi, gli anni d’oro, in cui un diplomato poteva senza fatica trovare un lavoro da impiegato, in cui la raccomandazione c’era ma non contava come oggi (tanto per esempio, per entrare in un corpo militare, uno dei pochi lavori ‘sicuri’ a tempo indeterminato che l’Italia offre oggi), in cui un laureato in ingegneria aveva mille opportunità di lavoro, in cui era disoccupato solo chi non voleva lavorare.
Oggi le cose sono cambiate. C’è crisi, ci sono laureati che inviano migliaia di curriculum e passano anni alla ricerca di un lavoro, e chi è più fortunato deve accontentarsi di fare il precario a vita. I giovani d’oggi fanno parte della generazione ‘1000 euro’, e con 1000 euro è davvero difficile tirar su una famiglia in una grande città, con gli affitti alle stelle.
I ricercatori, che rappresentano il futuro del progresso scientifico-economico-culturale di un Paese, sono costretti a protestare per veder approvati i loro diritti di lavoratori con contratti dignitosi e degni della loro attività, oppure fuggire all’estero.
Chi campa davvero sono i ‘figli d’arte’: figli di avvocati, notai, dentisti, farmacisti, che continuano l’attività nello studio costruito col sudore della fronte dai loro padri. Ma gli altri?
Insomma, ci si lamenta che ci sono pochi laureati rispetto al resto dell’Europa, e poi si pretende che un ragazzo esca di casa subito dopo la scuola? A far che?
Con quali soldi? Il ministro sa quanto costano gli affitti? O crede che i giovani abbiano il rimborso spese come i parlamentari?
Ormai le azienda dell’IT assumono persone laureate ma gli fanno fare lavori che potrebbe fare un diplomato. C’è un università che ti insegna solo formule e teoria, ed è completamente distaccata dal mondo del lavoro. Insomma, prima di sputar sentenze e di chiamare a vanvera ‘bamboccioni’, il ministro dovrebbe capire ciò che non va oggi.
Per un utile confronto tra i dati dei ‘bamboccioni’ italiani e quelli del resto d’Europa vi rimando a questo articolo di Repubblica.

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2 pensieri riguardo “Bamboccioni dopo i 18 anni? Cari vecchi, non siamo negli anni '60

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