Retata antiprostituzione a Frosinone: tra i clienti anche un 18enne e un assistente di un parlamentare

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Nella scorsa notte, a Frosinone, c’è stata una massiccia operazione congiunta della Squadra Mobile e della Polizia di Stato, divisione anticrimine della Questura di Frosinone. Quasi quaranta agenti hanno fatto irruzione all’interno di alcune case, in cui c’era il forte sospetto in cui c’erano prostitute. Le zone controllate sono Corso della Repubblica, Via Mascagni e via Monti Lepini.

Nel corso dell’operazione sono stati identificanti una ventina di clienti, ed è stata arrestata una cinese. La donna in origine lavorava in un’azienda manifatturiera di Prato, e poi si era trasferita a Frosinone, dove faceva lavorare delle connazionali come prostitute.





Tra i clienti c’erano impiegati, commercianti, studenti, e persino un giovane di 18 anni, e un assistente di un parlamentare.

Quest’ultimo è stato poi denunciato, per i reati di minaccia e millantato credito nei confronti dei militari che lo avevano sorpreso come cliente di prostitute.


Di varie nazionalità le meretrici portate in Questura dopo la retata. Tra loro ci sono due donne dell’Equadro, una spagnola, due della Repubblica Dominicana, due cinesi e tre rumene.
Le tariffe richieste per ottenere le prestazioni sessuali variavano dai 50 ai 150 euro. Sempre nel corso dell’operazione c’è stata la denuncia di un cinese, che è stato scoperto essere il procacciatore di alcune abitazioni in cui si consumavano i rapporti sessuali a pagamento. Altre denuncie sono scattate nei confronti di proprietari che affittavano in nero, richiedendo cifre molto alte se paragonate con il prezzo medio del mercato.

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