Pecorella, Berlusconi e i vecchi porci che vanno con prostitute minorenni

In questi giorni si parla (quasi) solo di questo: se l'ormai famosa Karima el Mahroug, detta Ruby, abbia fatto sesso a pagamento con Berlusconi, oppure no. Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne?
Un problema giudiziario e morale, secondo alcuni, solo morale, secondo altri. Altri se ne fregano, tanto ci sono abituati.
Sta di fatto che un uomo, settantenne, sia andato a puttane, e non con una donna di 20 anni di meno, ma con una che potrebbe essere sua nipote. Peraltro minorenne.
E quest'uomo, nonostante tutto, continua ad essere il presidente del Consiglio. Una cosa deplorevole. Una legalizzazione morale della prostituzione minorile.
Un problema che qualcuno, come Gaetano Pecorella, vorrebbe estirpare alla radice: "abbassiamo il limite della maggiore età". Così che qualche vecchio porco come lui possa continuare ad abusare, dietro pagamento di denaro, che rende il rapporto 'consensuale, di una giovincella disposta a vendersi per denaro, o altri favori.
Attenzione, sottolineo. Non ce l'ho contro la prostituzione in sè, ma ritengo moralmente grave, e legalmente (allo stato attuale) poco penalizzato il sesso a pagamento con giovani ragazze-quasi-18-enni da parte di vecchi bavosi.






Questa, conclude il Financial Times, è una profonda vergogna per l'Italia. Prima delle elezioni, il paese necessita un onesto dibattito sulla litania di problemi con cui deve confrontarsi. La settima maggiore economia mondiale ha bisogno di riforme: un giovane su quattro è disoccupato, la crescita economica è anemica, gli investimenti stranieri declinano, il debito nazionale ha raggiunto i 1800 miliardi di euro, il cancro della criminalità organizzata andrebbe reciso, e la lista potrebbe continuare. Ma invece di soluzioni a questi problemi, gli italiani rischiano di assistere a un'altra puntata di Berlusconi-contro-i-giudici. L'Italia merita di meglio.

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