Facebook, lo sfogo e gli insulti – il caso del sindaco di Gaeta



Facebook fa parte della nostra vita. E’ il nostro mondo virtuale, in cui passiamo passiamo molto tempo (forse troppo, a volte è una droga e ci può far compiere gesti assurdi, come omicidi) ci sfoghiamo, ci liberiamo di ciò che proviamo. Però attenzione. Facebook non è un diario privato. Quando aggiorniamo il nostro status e vomitiamo insulti, bestemmie, grida, odio contro il mondo, delusioni d’amore, razzismi Nord-Sud, bisogna rendersci conto che altri sicuramente leggeranno ciò che abbiamo scritto. Quindi attenzione.

Sono due i casi emblematici successi a Gaeta in questi giorni e che riguardano il noto social network: in uno, che vi ho già raccontato, un ragazzo, dopo una lite partita proprio su Facebook, ha tentato di accoltellare un altro ragazzo.

L’altro caso è quello del sindaco di Gaeta, Antonio Raimondi, che ha usato Facebook come valvola di sfogo.
Ecco due frasi, estrapolate dalla sua bacheca:

Sono stato alcuni giorni fuori Gaeta tra Roma (impegni istituzionali) e Pavia (impegni di lavoro universitari). Durante la mia breve assenza, gli sciacalli e gli avvoltoi si sono scatenati contro le prede indifese. Questa mattina, con il mio ritorno, questi omminicchi senza palle la pagheranno, Agatha Christie raccontava di “sette piccoli indiani”! Ne sono rimasti due! Il cerchio si stringe!

Il Consiglio Comunale non si è svolto per mancanza del numero legale. Eravamo 8 della maggioranza e 1 della minoranza. Erano lì, in aula consiliare, come avvoltoi (che mi hanno fatto sempre schifo) e non sono entrati nel emiciclo. Si vede che non avevevano interrogazioni serie da fare e hanno avuto paura di affrontare il tema dell’Ospedale. Alla prossima loro figura di merda!

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Video:

Ecco, per me questo è un uso scorretto di Facebook. Molto scorretto. Scrivere insulti, anche senza nominare direttamente nessuno, rovina i nostri rapporti sociali. Poi si litiga e si parla di Facebook anche nella vita ‘reale’.
Guardiamo a cosa stiamo andando incontro. Facebook deve essere tenuto lontano dalla nostra vita. Cazzeggiate pure, informatevi, giocate, guardate foto e video, visitate link. Ma evitate di scrivere cose che vi possono rovinare la vostra vita reale. Quella lì fuori, lontano dal computer. Evitiamo dunque, di usare Facebook come nostro diario segreto personale per raccontare i nostri stati d’animo o ciò che abbiamo dentro. Anche perchè nulla è segreto sul web.

 

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Un pensiero riguardo “Facebook, lo sfogo e gli insulti – il caso del sindaco di Gaeta

  • 9 Aprile 2011 in 09:38
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