Infrazioni commesse in Italia e nella UE: nuove norme



Vita difficile per gli automobilisti stranieri furbetti che fanno infrazioni in Italia (o italiani che le fanno in Europa): per autovelox, guida in stato d’ebbrezza e altre violazioni del codice della strada ora si potrà essere multati anche nella Nazione non di residenza

multa infrazioni stradali ueTempi duri per tutti gli automobilisti e motociclisti dell’Unione Europea: dal prossimo 7 novembre infatti si potranno vedere recapitare a casa multe per le infrazioni commesse durante i loro viaggi in Europa, almeno per quanto riguarda: eccesso di velocità, mancato uso della cintura di sicurezza (o del casco, se si parla di motocicli), mancato arresto al semaforo rosso, guida sotto l’effetto di alcol o droghe, se si è transitati in una corsia vietata, oppure se si è usato il cellulare o altri dispositivi vietati durante la guida.

Tutti i conducenti che hanno commesso infrazioni al Codice della Strada in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del veicolo, spesso, non vengono sanzionati, perché gli stessi Stati non sono in grado di identificare e sanzionare i responsabili dopo che essi tornano nel loro paese d’origine. Ora, grazie all’accordo raggiunto fra i Ministri dell’Unione Europea si colmerà una grave lacuna, quella della mancanza di una adeguata rete di scambio di informazioni tra i vari Stati membri.
Le nuove norme permetteranno di istituire una vera e propria rete telematica per lo scambio di informazioni tra lo Stato nel quale è stata commessa l’infrazione e quello dove è effettivamente stato immatricolato il veicolo. Conoscendo il nome e l’indirizzo del proprietario del veicolo, verrà inviata una notifica di infrazione, spetterà poi allo Stato membro dove è stata commessa l’infrazione decidere di applicare la propria legge o meno.

Finalmente si risolverà il problema delle mancate notifiche di infrazioni: l’ultima trovata per aggirare le regole del Codice, infatti, è quella di crearsi una residenza, spesso e volentieri fittizia, dove far arrivare le contravvenzioni di autovelox, tutor o le telecamere a semafori. La procedura di invio era troppo complicata, tanto che spesso le multe si perdevano tra i meandri della burocrazia internazionale e italiana, con il risultato che nessuno paga la sanzione, lo Stato ha speso dei soldi inutilmente (o, nel caso dell’Italia, ci rinuncia, perdendo l’opportunità di incassare la sanzione) e i furbi la fanno franca.

Si spera che in futuro si possa allargare il raggio d’azione: nelle località balneari infatti si è notato un aumento di sanzioni derivanti dagli ausiliari del traffico per il mancato pagamento del parcheggio nelle famigerate “strisce blu” da parte di turisti stranieri o italiani con residenza all’estero: avvalendosi di questo sistema, non sarebbero solo gli italiani residenti in Italia a pagare le contravvenzioni.

Fonte: http://www.notiziediviaggio.it/notizie/964-viaggi-arrivano-le-multe-dall-estero

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