Mantenere un figlio? Costa fino a 13000 euro, solo il primo anno. E lo stato cancella il Bonus Bebè



Poi non lamentiamoci che in Italia si fanno sempre meno figli. Un neonato, nel suo primo anno di vita, comporta una spesa elevatissima. Si parla di cifre stratosferiche, dai 6000 ai 13000 euro all’anno. I pannolini, la culla, il passeggino, le pappe, il pediatra, la babysitter, ecc. ecc.
Ma facciamo chiarezza: da un indagine effettuata da Federconsumatori, innanzitutto i rincari riguardano i pannolini. La spesa è tra i 600 e i 990 euro all’anno (con un aumento del 3% rispetto al 2010).
Per pappe e latte si spende dai 1458 fino ai 3250 euro. Una confezione di 4 bottiglie di biberonc costa dai 28 ai 44 euro, con aumenti medi del 25 %.
Costa caro anche lo sterilizzatore (dai 49 agli 86 euro), le culle (dai 182 ai 419 euro), i lettini (dai 255 a 729 euro).
Non consola nemmeno il prezzo del ciuccio: una confezione da quattro costa dai 30 ai 45 euro.
In aumento del 9%, poi il costo del fasciatoio (dai 69-330 euro dello scorso anno si è passati ai 75-349 euro del 2011). Il bagnetto, invece, è aumentato del 21%, passando ai 24-75 euro del 2010 ai 29-89 euro di quest’anno.
Passiamo ai passeggini: la spesa è notevole, si deve spendere da un minimo di 159 euro fino a 425 euro. Il seggiolino auto, pure quello indispensabile, costa tra i 146 e i 213 euro. C’è chi, per risparmiare, prende carrozzine che si trasformano in passeggino o seggiolino auto, sostenendo per questo prodotto ‘tre in uno’ un costo minore della somma dei tre oggetti separati: si parla di una fascia di prezzo dai 329 ai 650 euro.
Per quanto riguarda la salute del bebè, anche quella comporta un esborso monetario se si ricorre alle visite domiciliari del pediatra privato: se ne vanno non meno di 125 euro all’anno.
Se poi tutti e due i genitori lavorano, è indispensabile ricorrere ad un asilo nido privato (dai 480 ai 700 euro al mese) o ad una baby sitter (dagli 8 ai 9 euro l’ora).

E di fronte a tutte queste spese, qual è l’aiuto economico dello Stato per le famiglie in difficoltà? Mentre negli scorsi anni si parlava di un assegno di 1000 euro a fondo perduto (il cosiddetto bonus bebè), dal 2009 si ha il Fondo per i nuovi nati, che però non sono soldi ‘regalati’, bensì è un prestito a tassi agevolati.
Nel dettaglio,i  finanziamenti possono arrivare fino a un massimo di 5.000 euro a figlio, da rimborsare in 5 anni, usufruendo di un tasso che non può essere superiore al 50% del Tegm, un indice che indica il valore medio del tasso applicato dalle banche a una serie di operazioni finanziarie.  Le famiglie con bambini affetti da malattie rare hanno poi diritto a un’ulteriore riduzione dello 0,5% del Taeg, il parametro che indica il costo complessivo del prestito.

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Fonte: repubblica.it

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