Laureati disoccupati, la risposta dell’università di Cassino: “Notizie false”



università cassino laureati senza lavoroL’università di Cassino, dalla sua pagina ufficiale Facebook, ha risposto al nostro articolo relativo alle statistiche dei laureati disoccupati.

Nel titolo noi avevamo messo un punto interrogativo, ponendoci una domanda, un dubbio se effettivamente l’università di Cassino e del Lazio Meridionale fosse effettivamente la peggiore in Italia per quanto riguarda la percentuale dei laureati che non riescono a trovare lavoro. Andando ad analizzare bene i dati Almalaurea, ci eravamo resi conto che i dati erano stati ‘gonfiati’, per cui non andava all’ateneo cassinate questo triste primato.

A darci ragione, e a spiegare che in effetti esistono dei quotidiani, come la Provincia (che ha pubblicato la notizia con i dati errati che poi sono circolati in Rete) che evidentemente, per qualche ragione, vogliono infangare l’università di Cassino. Ecco la risposta completa, pubblicata su Facebook:

Per capire se quanto riportato risponde al vero oppure no, basta risalire alla fonte dei dati rappresentata dalla XV indagine di AlmaLaurea sulla Condizione Occupazionale dei Laureati, pubblicata nel 2013 e relativa a dati del 2012, che si può trovare facilmente sul sito di AlmaLaurea e che consiglio di leggere con attenzione. AlmaLaurea è un consorzio di università che aderiscono su base volontaria.

Non sono presenti tutti gli atenei, al momento sono solo 64. I risultati dell’indagine sulla condizione occupazionale a tre anni dal conseguimento dal titolo di studio sono relativi solo a 54 di essi.

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Se si considerano i risultati occupazionali dei laureati magistrali/specialistici, ci si accorge subito che i dati riportati dall’articolo di www.immenso.org, peraltro ripresi da un articolo apparso sul quotidiano La Provincia, sono semplicemente FALSI.

Il tasso di disoccupazione relativo all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, misurato secondo la definizione ISTAT, è al 20,2% e non è il più alto in Italia, ma numerosi sono gli atenei che vantano (si fa per dire, ahimè) tassi disoccupazione maggiori (Napoli SUN, Molise, Messina, Sannio, Jean Monnet, …).

Si aggiunga, poi, che non è per nulla corretto confrontare i tassi di disoccupazione (o di occupazione) di atenei che sono profondamente diversi per quanto riguarda la composizione dell’insieme dei propri laureati. Provo a spiegarmi meglio: nell’ateneo cassinate la percentuale di laureati in materie umanistiche è considerevole. Questi laureati, purtroppo, faticano a trovare lavoro in tutto il nostro paese, indipendentemente dall’ateneo in cui hanno conseguito la laurea. Non è per nulla corretto confrontare l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale con un ateneo che non ha discipline umanistiche (es. un politecnico), o in cui il numero di laureati in tali discipline è percentualmente inferiore. A riprova di ciò, se si considerano i dati suddivisi per tipologia di laurea, ci si accorge che i risultati del nostro ateneo sono in linea con i dati nazionali. Ad esempio, sempre dalla stessa indagine emerge che il tasso di disoccupazione per i laureati in ingegneria è pari al 4%! Tanto premesso, il titolo di studio conseguito presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale non ha nulla da invidiare a quelli rilasciati da altri atenei (magari privati), ritenuti a torto più blasonati nell’immaginario collettivo anche grazie a efficaci azioni di marketing e d’immagine che sovente non trovano alcuna corrispondenza nella sostanza.

Precisato quanto sopra, resta però una domanda: perché pubblicare dati non corretti e con tanta enfasi? Il quotidiano di cui trattasi (La Provincia, ndr) è ormai solito da qualche tempo occuparsi dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale solo quando ci sono notizie (false!) che gettano discredito su un’istituzione che rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio. Perché, per esempio non è stata pubblicata alcuna notizia sui recentissimi risultati della VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) che ha visto numerose aree scientifiche dell’ateneo classificarsi ai primissimi posti in Italia (3° per Scienze matematiche e informatiche, 13° per Ingegneria Industriale e dell’Informazione, 14° per Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, 15° per Ingegneria Civile)? L’unica spiegazione plausibile e che ci sia una deliberata ostilità che, guarda caso, si rinnova regolarmente in occasione di ogni campagna immatricolativa. Che vogliano favorire altri atenei più o meno vicini? Lascio alla vostra intelligenza le conclusioni.

Video:

Chiudo con un’osservazione. Alcuni di voi, sull’onda emotiva di una notizia che non si sono dati la pena di verificare, come invece dovrebbe fare qualunque cittadino che non vuole farsi imbonire e raggirare da un’informazione polarizzata e fuorviante, hanno affermato che l’Università di Cassino non è più quella di una volta: è vero, ma perché è profondamente migliorata grazie all’impegno quotidiano di tutti coloro che vi operano al servizio degli studenti.

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