Scrive tweet razzista prima di salire su un aereo, manager licenziata in volo



La storia di Justine Sacco, licenziata per aver scritto un tweet con una battuta sull’aids e gli africani prima di partire

justine sacco tweetJustine Sacco era una giovane manager di una società denominata IAC, che a sua volta controlla altre trentasei aziende, fra cui le conosciute Match.com e Dictionary.com. “Era”, dicevamo, perché la Sacco si è resa protagonista di un tweet a dir poco razzista ed è stata licenziata mentre si trovava su un volo diretto in Sudafrica.

L’ex manager, prima di imbarcarsi da Londra per il continente africano, sul suo profilo Twitter ha scritto:

Going to Africa. Hope I don’t get AIDS. Just kidding. I’m white (“Verso l’Africa. Spero di non prendere l’AIDS. Scherzo. Sono bianca!”).

 


Parole che, forse, volevano essere uno scherzo, ma che assumono una particolare gravità anche in virtù del fatto che la donna riveste il ruolo di esperta in relazioni pubbliche. In pochissimo tempo il tweet è diventato virale, provocando la reazione indignata non solo degli internauti, ma anche delle alte sfere della sua società, che dopo aver preso le distanze dalla posizione della Sacco, l’hanno licenziata in tronco, con l’ormai ex manager che ha saputo di essere stata silurata solamente giunta in Sudafrica

Nonostante il tweet sia stato cancellato e l’account bloccato, la vicenda ha avuto subito una risonanza a livello mondiale, finendo per essere citata sulle maggiori testate giornalistiche internazionali. La Sacco ha cercato di rimediare in un secondo momento, scusandosi per il tweet inopportuno e per una battuta infelice, ma scorrendo la sua cronologia su Twitter la donna non sembra nuova a uscite poco ortodosse. Alcuni, intanto, hanno deciso di sfruttare la notizia a fin di bene e hanno creato il sito Internet http://www.justinesacco.com/, che rimanda direttamente all’associazione “Aid for Africa”, dove si può effettuare una donazione a favore di organizzazioni che si occupano di aiutare chi, nel continente africano, soffre di malaria, Aids e malnutrizione.

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Sul blog de l’Espresso una interessante considerazione sul caso di Justine Sacco, che ci fa capire che ciò che scriviamo su internet in un momento di rabbia ci si può ritorcere contro.

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