Elezioni regionali 2010



Il 28 e 29 marzo 2010 si vota per le regionali. Vediamo i programmi dei principali candidati alla regione Lazio, la Polverini e la Bonino.

BONINO/ "Legalità, casa e più trasparenza"

AMBIENTE – Introdurre nello Statuto il concetto di «acqua bene pubblico». Far diventare biologico il 30% della produzione, con 14mila nuovi posti di lavoro. Sull'energia, portare al 20% il peso delle rinnovabili e a 18mila gli addetti nel 2020. La politica sui rifiuti è improntata al no alle discariche non a norma e ai nuovi inceneritori. Potenziare la differenziata a domicilio, anche con sgravi per chi ricicla.

SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA – Si va dall'anagrafe di eletti e nominati al taglio di stipendi a assessori e consiglieri alla riduzione di enti come le comunità montane. E arriva l'assessorato alla Trasparenza.

CASA – Incentivi per l'efficienza energetica e sconti Ici per chi consuma meno. Case popolari: non aggiungere nuove cubature, piuttosto riusare edifici del demanio con cui solo a Roma si potrebbero sistemare circa 15mila famiglie. Accelerare su 5.700 nuovi alloggi, incentivare chi affitta le seconde e terze case.

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CULTURA – Si va dalla "rete dei teatri" al distretto dell'audiovisivo e alla Città del libro con sostegni alla piccola editoria. Apertura per 12 ore di musei e biblioteche, creando altre migliaia di posti di lavoro.

LAVORO E WELFARE – Restituire alle fasce povere un decimale dell'addizionale Irpef (50 milioni di euro), partendo dai pensionati. Legare i servizi regionali all'Isee. Accanto al reddito minimo garantito, arrivano prestiti d'onore per chi avvia una professione e incentivi per le imprese che assumono a tempo indeterminato. Aiuti alle famiglie numerose, buoni taxi notturni per le donne, voucher per chi non trova posto nei nidi.

INFRASTRUTTURE – Spostare a Viterbo il secondo scalo del Lazio solo dopo aver adeguato i collegamenti: no a "Malpensa 2 ". Cinque miliardi per treni più grandi e più puliti, più corse sulle linee dei pendolari. Sì ai trasporti gratis per i giovani e al biglietto unico per i pendolari.

SANITÀ – Riequilibrare la spesa, oggi formata per più della metà dai ricoveri ospedalieri per la carenza dei servizi di assistenza, favorendo i servizi sul territorio: da ambulatori, Sert e consultori all'infermiere di quartiere.

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POLVERINI/ "Tagli alle Asl e niente nucleare"

 


SANITÀ – Si parte da una rivoluzione della struttura: l'idea principe è quella di ridurre le Asl, che potrebbero diventare 8 a metà legislatura, 6 entro la fine. Non solo un escamotage politico, spiegano al comitato Polverini: l'obiettivo di fondo è separare la cura degli acuti (cioè i ricoveri ospedalieri) dal resto dell'assistenza. Nel programma si spiega che questo taglio, oltre al risparmio netto, servirà a unificare i "centri di costo" e a razionalizzare gli organici, creando una riduzione del deficit per poi rinegoziare col Governo il piano sanitario. Da qui discendono gli altri pilastri, dalla riduzione delle liste d'attesa alla "integrazione sociosanitaria" con una mappa delle fragilità. Inoltre nascerà una struttura terza per il controllo della spesa.

FAMIGLIA – Si punta a stabilizzare e razionalizzare gli interventi in collaborazione con Comuni e Province. Agli aiuti ai nuovi nati ne saranno affiancati di nuovi, ad esempio per anziani e disabili. Altro pilastro è il "quoziente familiare", da utilizzare non tanto sul piano fiscale quanto su quello dell'accesso ai servizi.

IMPRESE – Primo, sostegno alle piccole e medie imprese nell'accesso al credito. La proposta (molto apprezzata dal sistema imprenditoriale, sottolineano al comitato) è quella di rifinanziare la Bil (Banca impresa Lazio) utilizzandola come banca regionale che possa intervenire direttamente a sostegno delle imprese.

LAVORO – Sul piano dell'occupazione lo strumento chiave è il tavolo in prefettura col Campidoglio e le parti sociali, che dovrebbe in primis accelerare i tempi e sbloccare capitali per le opere pubbliche già finanziate, superando le farraginosità dell'attuale sistema di deleghe. Secondo, si punta sui grandi eventi che potrebbero sbarcare a Roma, dalla Formula 1 alle Olimpiadi. Per i co. co. pro., particolarmente numerosi nel Lazio, l'idea è di concordare col governo la creazione di un fondo aperto alla partecipazione delle Regioni. Un progetto ancora allo studio che sarà presentato prima delle elezioni.

NUCLEARE – Con il completamento degli investimenti in corso il Lazio arriverà alla (quasi) autosufficienza energetica per cui semplicemente «non c'è motivo» per creare centrali in Regione.

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A proposito di lavoro che non c'è..   http://www.youtube.com/watch?v=nKFmURNT2e4    

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